Sindacati
Servizio 118 e Misericordia, i sindacati chiedono incontro con il commissario Asl Ventucci

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Le segreterie territoriali di Fp Cgil, Uil Fpl e Usb di Benevento hanno richiesto un urgente incontro al Gelsomino Antonio Ventucci, direttore generale della Asl Benevento, per discutere – si legge in una nota – “dell’incresciosa situazione venutasi a creare relativamente al servizio di emergenza del 118 gestito dalla Confraternita delle Misericordie d’Italia”.
Questo il testo della missiva: “Si richiede un urgente incontro per discutere della mancata applicazione del CCNL Misericordie d’Italia, stipulato in data 29.12.2014, a favore del personale del Servizio emergenza del 118, che nella provincia di Benevento è svolto proprio dalla Confraternita che legge per conoscenza.
In effetti, la parte datoriale non ha né applicato i nuovi tabellari né ha provveduto a erogare gli arretrati sinora maturati. Il personale ci ha già dato mandato alle scriventi Segreterie territoriali di Fp Cgil, Uil Fpl e Usb di assumere ogni utile iniziativa affinché si arrivi, in tempi brevi, alla risoluzione della controversia che si è instaurata, sin dall’origine, con la parte datoriale per via della forte penalizzazione economica che hanno dovuto subire i lavoratori in seguito alla discutibile applicazione del CCNL Misericordie d’Italia.
Pertanto, chiediamo che Lei si faccia garante della questione, convocando urgentemente le parti e, in caso di mancata assunzione delle proprie responsabilità da parte della Misericordia, si arrivi anche alla revoca dell’appalto per il mancato rispetto degli impegni assunti con la sottoscrizione del contratto con l’Asl Benevento”.
“Siamo determinati a non fare sconti – dichiarano De Luca (Uil Fpl), Taddeo (Fp Cgil) e Venditti (Usb) – a una pseudo-impresa che vuole lucrare sulla pelle dei lavoratori. La Confraternita delle Misericordie d’Italia deve rispettare il contratto di lavoro nazionale, il contratto d’appalto con l’Asl ed erogare gli adeguamenti stipendiali ai lavoratori.
Non possiamo permettere che al danno si aggiunga la beffa, ovverossia che alla perdita secca di salario si possa sommare il mancato rispetto di un contratto nazionale stipulato dallo stesso datore di lavoro!”.