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Mensa scolastica, continua il botta e risposta. La Ristorò: “Palese il sabotaggio in atto contro di noi”

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“Non si arresta la campagna denigratoria e la barbarie mediatica artatamente costruita contro la Ristorò. Ora basta! A questo punto viene offesa l’intelligenza dell’opinione pubblica, ingannata da titoli ad effetto, privi di sostanza. Quali sono gli interessi che muovono Amendola, Corona e company ad agire associandosi per cercare di rovinare la Ristorò?”.

A scriverlo in una nota è l’amministratore unico dell’azienda sannita, Mariarosaria Favino, che ritorna ancora una volta sulle polemiche in merito alla mensa scolastica del Comune di Benevento.

“Questo – aggiunge – è il vero scandalo. Padri di famiglia e giovani si tolgono la vita per la vergogna di non avere un posto di lavoro, perché, come dice il Santo Padre, il lavoro è dignità. E c’è, invece, chi lo minaccia per scopi ignoti. Si vergognino! La smettano di celarsi dietro un falso associazionismo vigliacco e strumentale, la tutela dei diritti è ben altra cosa.

Il video diffuso da Ntr24 – sottolinea riferendosi ad un’intervista rilasciataci lo scorso 29 gennaio – è chiaro: le foto pubblicate da Altrabenevento sono state scattate nell’azienda, ma ritraggono materiale che non appartiene alla Ristorò e che vi è stato furtivamente introdotto. Non ci sono mai stati insetti nella pasta e ceci, come provano il contrario?

Perché i signori Corona, Amendola e company non si rassegnano ed accettano che tutti i controlli effettuati da parte delle Autorità hanno constatato la salubrità e sicurezza dei luoghi di lavoro, la buona qualità delle materie prime utilizzate, la correttezza delle procedure di lavorazione e il rispetto delle norme igieniche e sanitarie?

Perché la contrazione dei pasti viene artatamente attribuita alla asserita scarsa qualità del cibo e non, invece, come ben noto, all’aumento del contributo richiesto dal Comune di Benevento – sulla scorta dei nuovi parametri ISEE – alle famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio mensa?

A quale scopo si continua ad ingannare l’opinione pubblica e a procurare un ingiustificato allarme sociale, soprattutto tra le famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio mensa? E’ palese il sabotaggio aziendale in atto contro la Ristorò. Viene addirittura distorto il contenuto di contestazioni disciplinari che l’azienda ha il sacrosanto diritto di rivolgere ai suoi dipendenti. A che scopo tutto questo? Chi ne ha tratto o può trarne vantaggio?

Perché si vuole dare a tutti i costi l’immagine di un’azienda in crisi e non in regola? Hanno qyalche altra azienda da proporre che, a loro dire, possa sostituire la Ristorò? Corona, Amendola & company si sentono superiori alle Autorità? Come possono pensare di arrogarsi il diritto di offendere e diffamare impunemente finanche le Autorità stesse e il loro operato?

Sono competenti a processare e ad emetetre sentenze di condanna? Hanno competenze igienico-sanitarie-ambientali per smentire gli esiti dei controlli? Una volta che tutti i controlli hanno appurato l’inesistenza di irregolarità, possono spiegarci da quali interessi sono mossi? Per quale motivo viene proclamato lo stato di agitazione – peraltro da un sindacato che rappresenta solo una esigua parte del personale – visto che la Ristorò paga costantemente gli stipendi e mantiene inalterati i livelli occupazionali?

L’economia di una comunità – prosegue la nota – non può essere minata dai rigurgiti velenosi e strumentali di chi si autoproclama paladino dei diritti e poi li viola continuatamente, proprio in danno di coloro che dichiara di tutelare.

La libertà di espressione – conclude la Favino – non può coincidere con la libertà di diffamazione. Diffamazione e calunnia a qualunque costo, anche a patto di rovinare la vita e il lavoro di tante famiglie. Corona, Amendola e compaby possono stare certi che l’azienda si è ben adoperata affinché tutti gli interrogativi posti trovino finalmente risposta”.

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