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POLITICA

Orlando: “Città peggiorata per inefficienza della giunta. Dalle prossime elezioni non facciamoci infinocchiare”

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“Le elezioni regionali sono alle porte e improvvisamente riesploderà l’attivismo di una certa politica che ancora crede sia possibile recuperare consensi con presenze a corrente alternata. Noi cittadini, di contro, viviamo la quotidianità e anche chi tra noi è stato chiamato a rappresentare le istituzioni locali conosce bene quali i problemi e le criticità di un territorio troppo spesso abbandonato al proprio destino”.

Lo scrive in una nota Nazzareno Orlando, consigliere comunale di opposizione a Palazzo Mosti.

“C’è però – aggiunge – un altro dato che non può essere taciuto: Benevento in questi ultimi anni ha perso la sua identità e le sue caratteristiche che la rendevano, per certi versi, diversa da altre realtà campane.

Per essere ancora più esplicito credo che la realtà si sia deteriorata definitivamente grazie alla inefficienza e ai “vecchi metodi” utilizzati dal Sindaco Pepe e da molti degli esponenti della sua squadra.

La città cui mi sono dedicato io quando ho avuto l’onere e l’onore di rappresentarla parlava linguaggi di solidarietà e di modernizzazione.

Era – continua il consigliere – quella del Corso Garibaldi pedonalizzato con coraggio e del ristrutturato Palazzo Paolo V, era quella del Polo museale d’arte contemporanea e religiosa a Piazza Duomo, era quella di Piazzetta “Arechi 2°/ Vari” rimessa a nuovo e restituita alla collettività come novella porta del “quartiere latino” inteso come centro nevralgico della vita di una zona storica prima abbandonata e considerata (in passato) solo come luogo per possibili speculazioni, era quella dei Teatri tutti aperti e funzionanti, delle rassegne e degli eventi di qualità che si snodavano nel corso dell’intero anno, di Città Spettacolo seguita con grande interesse dalla stampa nazionale e non in quanto festival di grande spessore sociale e culturale, era quella della Villa totalmente risistemata, quella dei Vigili e del nuovo Meomartini al Rione Libertà, quella insomma pulita e ordinata dove anche i dettagli erano considerati importanti….

Certo questo non vuol assolutamente dire che non ci fossero problemi o che errori non ne siano stati commessi ma semplicemente che il “cambiamento” era divenuto metodo e il tentativo di praticarlo era divenuto operativo sia in termini organizzativi che politici…Guardiamoci intorno oggi!

La città può più dirsi oggettivamente pulita? Quali opere di incisiva svolta sono state realizzate ? Si possono definire tali le fontane spesso senz’acqua del Rione Ferrovia o il Terminal Bus di S.Colomba? Che fine ha fatto il verde attrezzato? Perché i teatri sono tutti chiusi? Perché la cultura è latitante ? Per i giovani (come sottolineato nell’ultimo Consiglio) prima c’era un centro tecnologicamente avanzato loro dedicato ritenuto eccellenza regionale (Informagiovani). Oggi cosa c’è? Forse si è preferito tornare alla gestione del bisogno? Agli interventi a pioggia?

La manutenzione e l’attenzione sulle piccole cose (che piccole non sono) – prosegue nella sua nota – è totalmente scomparsa: panchine divelte, marciapiedi impercorribili, manti stradali simili a percorsi di guerra, il vecchio terminal per i pullman semplicemente indecente!

Insomma un quadro davvero a tinte fosche che nulla ha a che vedere con la Città Longobarda di cui andavamo fieri. Stendo, inoltre, un velo pietoso sulle numerose inchieste perché ritengo spetti ad altri la parola definitiva.

Non sono, infatti, convinto che siano le Conferenze stampa che possono dare chiarimenti in merito! E allora? Allora a cominciare proprio dalle prossime elezioni e a prescindere dalle scelte individuali… non facciamoci più infinocchiare!

Chiediamo serie garanzie preventive da chi decidiamo di voler supportare almenocché non si sia profondamente consapevoli del fatto che una volta presi i consensi molti potrebbero dimenticare (come spesso è accaduto) che Benevento ed il Sannio sono in Campania e dunque in Italia.

Cominciamo – conclude Orlando – a farlo per le Regionali e, soprattutto, cominciamo a pensare alle Comunali dove la valutazione dovrà essere sulle persone e sui fatti e non più sulle chiacchiere o sulle false promesse perché nessuno potrà più farne e se le farà mentirà spudoratamente perché la crisi c’è e resterà profonda e le casse (lo sanno tutti) sono e rimarranno quasi totalmente vuote per molto tempo ancora. Solo un voto veramente libero, dunque, potrà liberare la città”.

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