CRONACA
Caro carburanti, la protesta nel Sannio: camion fermi sull’Appia e a Castel del Lago. Da giovedì si mobilitano gli agricoltori
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Il caro carburanti accende la protesta anche nel Sannio. Dall’alba di oggi, lunedì 19 ottobre, gli autotrasportatori sono scesi in strada per contestare l’aumento dei prezzi di gasolio e benzina, con presidi che stanno interessando diversi punti strategici della viabilità provinciale. Una mobilitazione che si inserisce in un clima di crescente preoccupazione per i costi di gestione delle attività, sempre più difficili da sostenere per chi lavora nel settore dei trasporti.
Le proteste stanno interessando la Statale Appia, all’altezza di Tufara Valle, nei pressi del distributore Eni, e l’imbocco dell’autostrada a Castel del Lago. Le auto riescono a transitare, seppure lentamente, mentre per i mezzi pesanti la situazione è più complicata, con camion e autoarticolati fermi e incolonnati.
I manifestanti fermano gli altri autotrasportatori in transito e chiedono loro se intendano aderire alla protesta. Chi decide di non partecipare può comunque proseguire il viaggio, ma anche le soste temporanee dei mezzi pesanti sulla carreggiata provocano rallentamenti e disagi alla circolazione.
Prime ripercussioni sui rifornimenti
Le conseguenze della mobilitazione si fanno sentire anche sul fronte dei rifornimenti. Già nella mattinata si sono registrate le prime file presso le stazioni di servizio, frequentate sia dagli automobilisti sia dagli operatori che utilizzano i mezzi da lavoro.
A Benevento, in contrada San Vitale, anche i mezzi della flotta Asia, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti in città, sono stati visti incolonnati presso un distributore per fare rifornimento. Un passaggio necessario per garantire la continuità del servizio di raccolta e scongiurare eventuali ripercussioni sulle attività quotidiane.
La protesta degli autotrasportatori, che interessa anche altri territori nazionali, nasce dalla crescente insostenibilità dei costi del carburante, una voce di spesa determinante per un comparto che dipende direttamente dal trasporto su gomma.
Da giovedì si mobilitano anche gli agricoltori
Ma nel Sannio la protesta potrebbe allargarsi ulteriormente. Anche il mondo agricolo si sta organizzando per manifestare contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo sotto pressione le imprese del settore.
Nei giorni scorsi, a San Marco dei Cavoti, si è tenuto un incontro tra imprenditori agricoli per discutere le iniziative da intraprendere. La mobilitazione annunciata dovrebbe partire giovedì 22 ottobre e proseguire fino a data da destinarsi, coinvolgendo agricoltori e autotrasportatori.
I presidi sono previsti lungo la Statale 87, sulla Statale 212 e a Benevento, nella zona di Ponte delle Tavole. Al centro della protesta, oltre al prezzo del gasolio, ci sono gli elevati costi delle produzioni agricole, le difficoltà economiche delle aziende e il rincaro dei prezzi che grava anche sui consumatori.
Il 22 ottobre mobilitazione a Napoli con Coldiretti
La protesta si estenderà anche al capoluogo regionale. Migliaia di agricoltori provenienti dal Beneventano e dal resto della Campania sono attesi a Napoli giovedì 22 ottobre 2026 per una grande mobilitazione organizzata da Coldiretti Campania.
«La Campania si compatta» è lo slogan scelto per l’iniziativa, che punta a richiamare l’attenzione sulle difficoltà delle imprese agricole, costrette a fare i conti con il costo del carburante necessario per lavorare i campi, alimentare i macchinari e trasportare i prodotti.
Il rischio, denunciano i promotori della mobilitazione, è che l’aumento delle spese finisca per pesare sull’intera filiera, dalle aziende agricole fino ai consumatori finali.
Intanto, nel Sannio, la protesta degli autotrasportatori è già entrata nel vivo, con ripercussioni sulla circolazione dei mezzi pesanti e sui rifornimenti. Nelle prossime ore si capirà quale sarà l’entità della mobilitazione e quanto a lungo dureranno i presidi. Con l’ingresso in campo degli agricoltori, la vertenza sul caro carburanti si prepara a diventare un fronte comune tra due settori fondamentali per l’economia del territorio.




