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ECONOMIA

La famiglia come ‘ingrediente segreto’: al Rione Ferrovia la storia di Guerra e Pace Bakery, pizzeria che profuma di casa e bontà

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Ci sono storie che si raccontano attraverso i sapori, altre che prendono forma nei sacrifici quotidiani, nei sogni coltivati insieme e nella capacità di trasformare un lavoro in una vera passione. E poi ci sono storie in cui tutto questo si intreccia, dando vita a qualcosa che va ben oltre un’attività commerciale. È il caso di Guerra e Pace Bakery, realtà gastronomica a conduzione familiare che, al Rione Ferrovia di Benevento, è diventata negli anni un punto di riferimento per tanti beneventani e non solo.

In viale Principe di Napoli, tra il profumo delle pizze appena sfornate e quello irresistibile dei calzoni fritti, c’è un mondo fatto di impegno, qualità e accoglienza. A guidarlo sono Peppe Guerra e Veronica Madonna, marito e moglie, uniti nella vita e nel lavoro, capaci di trasformare un’attività storica in un progetto che racconta soprattutto una bella storia di famiglia.

E già il nome custodisce una curiosità. Guerra e Pace, infatti, non è un richiamo al celebre capolavoro letterario di Lev Tolstoj, come si potrebbe pensare, ma nasce da un gioco di parole legato ai cognomi della famiglia di Peppe. Un nome originale, diventato nel tempo un’identità riconoscibile, dietro la quale si nascondono volti, sacrifici, sogni e una passione autentica per le cose buone.

Le radici di Guerra e Pace Bakery affondano nel 1982, quando l’attività nasce come pizzeria e friggitoria. Da allora, il tempo ha portato cambiamenti, esperienze e nuove sfide, fino a una svolta importante: dopo la pandemia, la voglia di ripartire e di dare una nuova forma a un progetto che aveva ancora tanto da raccontare.

«All’inizio era una scommessa, soprattutto tornare dopo anni al Rione Ferrovia e farlo appena finito il Covid», raccontano Peppe e Veronica.

Una scommessa che richiedeva coraggio, perché ripartire dopo un periodo così difficile significava rimettersi in gioco, investire energie e credere ancora una volta nelle proprie capacità. Ma significava anche recuperare le radici, riportare nel quartiere un’attività legata alla memoria e alla quotidianità di tante persone e trasformare l’amore per la tradizione familiare in un progetto concreto.

Da quella scelta è nata una realtà gastronomica capace di ampliare la propria offerta senza perdere la propria anima. Oggi Guerra e Pace Bakery non è soltanto una pizzeria: è un laboratorio di sapori, un luogo in cui la tradizione incontra la creatività e dove ogni preparazione porta con sé l’attenzione di chi sa quanto sia importante mettere qualità e passione in ciò che si offre.

Pizze, calzoni fritti, friggitoria artigianale, rosticceria da asporto, dolci, torte e buffet per feste e ricorrenze. L’offerta di Guerra e Pace è ricca e variegata, pensata per accompagnare i clienti nei momenti più diversi: da una cena in famiglia a una serata tra amici, da una pausa golosa a una festa da rendere speciale.

Tra i prodotti più amati ci sono senza dubbio i calzoni fritti e le pizze, insieme alle tante specialità della friggitoria, preparate con quella cura artigianale che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’attività. E poi ci sono i buffet, le preparazioni per il catering e tutto ciò che permette di portare in tavola il gusto della convivialità.

Dietro questa varietà, però, c’è una filosofia ben precisa, che Veronica riassume con parole semplici e dirette. «La nostra filosofia è molto semplice: servire ai nostri clienti solo quello che mettiamo noi sulla nostra tavola. La qualità delle materie prime è la prima regola».

Una dichiarazione che racchiude il senso più profondo del loro lavoro: offrire agli altri ciò che si sceglierebbe per sé e per i propri cari. Non una semplice formula commerciale, ma un principio da rispettare ogni giorno, attraverso la scelta degli ingredienti, la preparazione dei prodotti e l’attenzione riservata a ogni cliente.

Anche per questo Guerra e Pace ha saputo conquistare una clientela sempre più ampia, superando i confini del quartiere e arrivando a essere conosciuta anche fuori Benevento.

Un’attenzione particolare è riservata, inoltre, alle esigenze alimentari. Le proposte senza lattosio e l’impegno nel considerare le necessità di chi convive con intolleranze testimoniano la volontà di rendere il piacere della tavola accessibile a più persone possibile.

«Oggi prestare attenzione alle esigenze alimentari non è più un semplice servizio in più, ma un dovere professionale», sottolinea Veronica. Perché mangiare bene significa anche sentirsi ascoltati, trovare risposte alle proprie necessità e sapere di poter contare su chi lavora con serietà e rispetto.

Ci sono attività che, con il passare degli anni, smettono di essere soltanto negozi e diventano parte della vita di un quartiere. Luoghi che attraversano le generazioni, accompagnano le abitudini delle famiglie e custodiscono ricordi che si rinnovano nel tempo. Per Peppe e Veronica, il Rione Ferrovia è diventato proprio questo: una casa e una famiglia allargata.

«Con gli anni, il Rione è diventato la nostra casa e la nostra famiglia allargata. Abbiamo visto generazioni di famiglie venire da noi: nonni, genitori, figli. Ed è la nostra soddisfazione più grande». In queste parole c’è forse il significato più bello del loro percorso. Perché vedere tornare i clienti, riconoscere i figli di chi frequentava l’attività tanti anni prima e accompagnare, attraverso il proprio lavoro, i momenti importanti della vita delle persone è una gratificazione che va ben oltre il risultato economico.

Il successo di Guerra e Pace nasce anche da qui: dalla capacità di costruire relazioni, di mantenere un rapporto autentico con il territorio e di fare della qualità un impegno quotidiano.

A dare visibilità a questo mondo contribuiscono anche i social network, attraverso i quali Peppe e Veronica raccontano il dietro le quinte dell’attività, mostrando preparazioni, prodotti e momenti di lavoro. Una finestra aperta che ha permesso di raggiungere nuovi clienti, farsi conoscere oltre i confini del quartiere e rafforzare il legame con chi già apprezza la loro cucina.

Dietro ogni immagine, però, c’è soprattutto la realtà di giornate intense, mani al lavoro, organizzazione e sacrifici. Perché il risultato che arriva al cliente è soltanto l’ultima parte di un impegno che comincia molto prima, spesso quando fuori è ancora presto, e continua anche nei giorni in cui gli altri si concedono una pausa.

Se la qualità è l’ingrediente fondamentale della cucina di Guerra e Pace, il vero cuore dell’attività è la famiglia. Peppe e Veronica hanno costruito il loro progetto facendo della collaborazione una necessità e, allo stesso tempo, un valore aggiunto. Nella ristorazione non esistono sempre orari comodi: si lavora nei festivi, le giornate si allungano, gli imprevisti sono frequenti e conciliare gli impegni professionali con la vita privata può diventare complicato.

«I ritmi del nostro lavoro sono intensi: non ci sono orari fissi, si lavora nei festivi, quando gli altri si riposano. Conciliare tutto questo con la vita privata non è facile e richiede una grandissima complicità di coppia e di famiglia. Alla fine, la pizzeria è diventata la prima casa», raccontano. È una quotidianità che richiede organizzazione, comprensione reciproca e la capacità di affrontare insieme anche i momenti più difficili. Ma è proprio in questo equilibrio, costruito giorno dopo giorno, che si riconosce la forza della loro storia.

Accanto ai genitori ci sono i figli, che offrono un contributo importante nell’attività, in pizzeria e durante i catering. Non per obbligo, ma per una scelta che nasce dalla condivisione di valori e dalla volontà di essere parte di un progetto che appartiene a tutti.

«Non li abbiamo mai forzati. Vedere che mettono amore, professionalità e rispetto in quello che facciamo, senza per questo rinunciare ai propri percorsi personali e accademici, è il regalo più bello che potessimo ricevere».

Parole che raccontano l’orgoglio di due genitori, ma anche la consapevolezza che una famiglia unita non significa necessariamente percorrere tutti la stessa strada. Significa, piuttosto, sostenersi a vicenda, rispettare le aspirazioni di ciascuno e sapere che, quando serve, c’è sempre una mano pronta ad aiutare.

E in questa famiglia allargata c’è spazio anche per gli amici a quattro zampe: Stella, Luna, Coco e Nuvola. Una presenza affettuosa che completa il ritratto di una casa in cui gli affetti sono parte integrante della quotidianità.

Nella famiglia Guerra, il lavoro si intreccia con passioni che raccontano personalità e percorsi differenti. Il calcio, in particolare, occupa un posto speciale nella vita di Peppe, conosciuto nell’ambiente calcistico campano e molisano per la sua esperienza da portiere e, soprattutto, come preparatore dei ‘numeri uno’.

Dopo una lunga carriera nei campionati dilettantistici, tra Serie D ed Eccellenza, con esperienze importanti, Peppe ha continuato a mettere la propria competenza al servizio del calcio, lavorando alla crescita dei giovani e partecipando all’organizzazione di stage e campi di allenamento dedicati ai giovani atleti proprio a Benevento, anche in collaborazione con professionisti del settore come Luigi Imparato.

Il suo percorso è proseguito anche negli staff tecnici di diverse realtà calcistiche campane, portando avanti un’attività che richiede competenza, dedizione e capacità di trasmettere ai ragazzi non soltanto tecnica, ma anche mentalità. Perché il calcio insegna a non arrendersi, a mantenere la concentrazione, ad accettare gli errori e a lavorare per un obiettivo comune. Le stesse qualità che servono per mandare avanti un’attività familiare, affrontare le difficoltà e costruire qualcosa che duri nel tempo. Una passione che ha trovato continuità anche nel figlio Antonio, 24 anni, che ha seguito le orme del padre, collezionando diverse presenze in Serie D tra i pali. Il calcio è una parte importante del suo percorso, ma non gli impedisce di restare vicino alla famiglia e di dare una mano in pizzeria insieme alle sorelle gemelle.

Accanto al pallone, però, c’è un altro universo: quello della danza, che accompagna Veronica sin da giovanissima e che ha trovato spazio anche nel percorso delle figlie.

Le gemelle Maela e Noemi, ex ballerine, atlete e insegnanti di danza, hanno imparato a conciliare una passione che richiede rigore, grazia e tenacia con gli studi universitari in Economia Aziendale. Nonostante la giovane età, riescono a portare avanti il proprio percorso accademico garantendo, allo stesso tempo, una presenza costante nell’attività di famiglia e durante i catering.

«Il calcio insegna la disciplina, la concentrazione e lo spirito di squadra. La danza richiede rigore, grazia e tanta tenacia», racconta Peppe.

Sono mondi diversi, apparentemente lontani, eppure legati da un filo comune: la determinazione. Quella necessaria per inseguire un pallone, ripetere un passo fino alla perfezione, preparare un esame universitario o affrontare una lunga giornata di lavoro.

In casa Guerra, ogni esperienza diventa un’occasione per crescere. E le competenze maturate fuori dalla pizzeria finiscono per arricchire anche l’attività: capacità organizzative, disciplina, spirito di squadra, senso di responsabilità. Un patrimonio che si traduce in valore concreto per l’impresa familiare. È questa la ricchezza di una famiglia in cui nessuno è chiamato a rinunciare ai propri sogni, ma tutti sanno quanto sia importante esserci quando c’è bisogno.

Ora Peppe e Veronica guardano avanti con entusiasmo e con la voglia di continuare a sperimentare. Nuove proposte culinarie, idee da sviluppare e la possibilità, un domani, di aprire una succursale di Guerra e Pace Bakery sono progetti che alimentano il loro desiderio di crescita. La strada è ancora aperta e le ambizioni non mancano. Ma se c’è una certezza che accompagna ogni nuovo passo, è la volontà di non perdere l’identità costruita negli anni.

Perché crescere non significa soltanto ampliare l’offerta o raggiungere nuovi clienti. Significa anche riuscire a conservare quella cura artigianale, quella familiarità e quel rapporto con le persone che hanno permesso all’attività di diventare un punto di riferimento.

La storia di Guerra e Pace Bakery è la storia di un’impresa che ha saputo rinnovarsi senza dimenticare le proprie origini. Ma è soprattutto il racconto di due persone che hanno trasformato il lavoro in un progetto condiviso, coinvolgendo i figli senza imporre loro un destino e dimostrando che si può costruire un’attività solida lasciando spazio alle passioni, agli studi e ai sogni di ciascuno.

È la storia di un quartiere che diventa casa, di clienti che diventano amici, di generazioni che si incontrano attorno ad un bancone e di una famiglia che trova la propria forza proprio nell’essere unita, pur nelle differenze.

«Guerra e Pace Bakery deve continuare a essere un luogo dove le persone vengono per mangiare bene, ma soprattutto per sentirsi accolte come in famiglia», concludono Peppe e Veronica. Ed è forse proprio qui che si nasconde il segreto più bello della loro storia. Non soltanto nella bontà di una pizza, nella fragranza di un calzone fritto o nella ricchezza di un buffet preparato con cura, ma nella capacità di far sentire ogni cliente parte di qualcosa.

Perché ci sono attività che vendono prodotti e altre che, attraverso il proprio lavoro, costruiscono legami. Guerra e Pace Bakery appartiene a queste ultime: una realtà che profuma di tradizione, sacrificio e futuro, dove ogni giornata è una nuova sfida e ogni traguardo ha il sapore delle cose conquistate insieme. Al Rione Ferrovia di Benevento, la storia di Peppe Guerra e Veronica Madonna continua così, tra impasti, sogni, palloni da calcio, passi di danza e libri universitari. Una storia che dimostra come, dietro una grande attività familiare, ci sia sempre qualcosa di più di un buon prodotto: ci sia una famiglia che ha scelto di credere nel proprio sogno, senza mai dimenticare il valore di sentirsi a casa.

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