“La mozione di sfiducia che ha decretato la fine dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Falzarano trova la sua causa scatenante nelle conseguenze del rogo dell’area industriale. È stato quell’incendio la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, facendo emergere le profonde spaccature e i nodi irrisolti della politica cittadina.
Come SUNIA e Comitato “RiqualifichiAMO IACP Fossa Rena” ci preme precisare che non entriamo né intendiamo entrare nel merito della sfiducia politica, un atto che riguarda esclusivamente i rapporti e i giochi di palazzo tra maggioranza e opposizione. Tuttavia, riteniamo doveroso denunciare una realtà ancora più amara: la drammatica questione abitativa ad Airola e, in particolare, la vicenda delle famiglie di via Fossa Rena (ex IACP, oggi ACER).
Sin dal primo sgombero del primo fabbricato, avvenuto il19.03.2019, la vertenza della casa è stata trattata dalle istituzioni locali come una fastidiosa zavorra, un peso da ignorare o da scaricare. Ed allora il giudizio del sindacato e degli inquilini ricade pesantemente su tutto il Consiglio Comunale. Nessun supporto dall’Amministrazione c’è stato. Infatti, l’esecutivo uscente non ha fornito risposte concrete, assistenza o soluzioni dignitose alle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni. Nemmeno vi è stato apporto dall’Opposizione. Dai banchi della minoranza, infatti, non è giunta alcuna proposta incisiva o presa di posizione a sostegno della battaglia degli sfollati. La verità è che sia la maggioranza sia l’opposizione hanno voltato le spalle alle sollecitazioni del SUNIA e del Comitato, trattando il disagio sociale delle famiglie come un tema estraneo agli interessi della città.
Ed allora ci preme rimarcare un fatto: se l’incendio ha rappresentato il pretesto per la resa dei conti politica, per noi la vera bocciatura riguarda il disinteresse e l’insensibilità dimostrati verso un diritto fondamentale come quello all’abitare. La sfiducia morale e politica ricade su tutti, maggioranza e opposizione. A breve i lavori sui primi 3 fabbricati, ma la questione casa resta aperta e diventa ancora più critica.
Se oggi si è giunti all’avvio imminente dei lavori di demolizione e ricostruzione per i primi tre fabbricati, lo si deve esclusivamente alle lotte, al lavoro costante e alla tenacia del SUNIA e del Comitato, e certamente non all’apporto della classe amministrativa locale seduta in Consiglio comunale. Tuttavia, la situazione si fa ora ancora più delicata ed impegnativa: Il complesso è composto da sei palazzi in totale. Resta del tutto irrisolta la situazione degli altri tre fabbricati — anch’essi da abbattere e ricostruire — nei quali sono presenti anche proprietari degli appartamenti. Inoltre consentire l’avvio e lo svolgimento dei lavori, altre famiglie dovranno lasciare i propri alloggi, rendendo indifferibile un piano di gestione sociale e abitativa organizzato.
Per questo ricordiamo a tutti che le famiglie di via Fossa Rena non sono una zavorra da dimenticare e che non ci interessano i tatticismi né i giochi di potere. Chiediamo allora con forza che la futura gestione commissariale e le forze politiche che si presenteranno alle prossime elezioni mettano al centro dell’agenda la vertenza abitativa: occorre affrontare subito il nodo degli altri tre fabbricati, tutelare inquilini e proprietari e garantire una sistemazione dignitosa a tutte le famiglie che dovranno uscire dalle proprie case per l’avvio dei cantieri.”