POLITICA
Provinciali, Verga: “Schermaglie e riposizionamenti erodono la credibilità delle istituzioni”
Ascolta la lettura dell'articolo
Le continue e giornaliere schermaglie tra i partiti e raggruppamenti civici, attraverso dichiarazioni, sempre più spesso allusivee corrosive, rilasciate alla stampa dai rappresentanti istituzionali, politici, iscritti e simpatizzanti, sono ben poco tollerate se non divenute irritanti per i cittadini. Con l’avvicinarsi della scadenza per il rinnovo del Presidente dell’Amministrazione della Provincia di Benevento, lo scontro tra i vari competitori con scambi di accuse reciproche, a volte palesie sempre più spesso implicite, sta disarticolando il sistema, perché si alimenta la confusione, le commistioni – dichiarate o non –che in sostanza stanno erodendo la credibilità delle Istituzioni, determinando una vera disaffezione e un disorientamento tra l’elettorato e gli eletti nelle varie Amministrazioni”. Così in una nota stampa Antonio Verga, presidente di Campania Felix APS
“Si è di fatto aperta la stagione dei riposizionamenti in vista delle prossime tornate elettorali, che nulla hanno a che vedere con i processi di sviluppo ed infrastrutturali dei territori delle aree interne, dei piccoli e grandi comuni. Ciò appare ancor più evidente ai cittadini perché le energie messe in campo non hanno la finalità di stringere nuovi rapporti per la costruzione di programmi, visioni e progetti di sviluppo, ma hanno solo lo scopo di ricomporre malcelati tentativi di riposizionamento, attraverso accordi sottobanco, indipendentemente dalle opposte posizioni politicheper cui ci si è presentati agli elettori per ottenere il suffragio! Si è arrivati finanche al tentativo di scomporre e minare alleanze consolidate, rispolverando la stagione degli accordi della vituperata Prima Repubblica: io concedo questo a Te ed in cambio dai questo a me. Ciò è sotto gli occhi di tutti senza un minimo di dignità e rispetto per quanti restano ancorati ai propri territori, purassistendo inermi, ad un inesorabile declino e spopolamento, soprattutto di giovani in cerca di un futuro migliore, che al Sud appare sempre meno realizzabile.
Se a questo triste scenario si aggiungono le enormi difficoltà scaturite dalle guerre tra la Russia e l’Ucraina, tra Israele, Palestina e Cisgiordania,tra USA e Iran a cui siaggiungono le sbalorditive vicende di malaffare che stanno squarciando non solo il quadro locale, ma perfino quello regionale, nazionale ed europeo, lo sconforto, lo stupore e l’incredulità sta pervadendo, in pratica, l’interapopolazione.
Molti si chiedono: ci può essere un rimedio a tuto ciò? È possibile reagire a questo scenario che nulla a che vedere con lo sviluppo, il progresso e il coinvolgimento dei cittadini? La risposta è certamente Sì! Si può e si deve ribaltare questo modo di procedere, se ogni cittadino dimostra capacità di determinazione, autonomia, e sappia scrollarsi di dosso l’assuefazione ai comportamenti di delega e responsabilità, comportamenti che di fatto hanno rallentatofino ad oggi lo sviluppo e la centralità dei territori, per convenienze non collettive ma di altra natura.
Dando risposte diverse, si potrebbedeterminare un ricambio del quadro politico locale. Senza qui invocare le grandi rivoluzioni politiche, come quella Francese del 1789, Americana, Russa, Cinese o Cubana del 1959, ma solo dimostrando di volersi impegnare a costruire un percorso nuovo, senza condizionamenti, in piena libertà, secondo quello che si ritiene più coerente e utile per lo sviluppo e il progresso delle nostre comunità, si otterrebbero risultati a dir poco, dirompenti.
“Poca favilla, gran fiamma seconda”. Così scriveva il Sommo Poeta: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta, cosa che consentirebbe ai cittadini di garantire che le istituzioni rispondano direttamente alle reali esigenze della società civile e non ad altre logiche, sempre più spesso utilizzate per il raggiungimento di fini non proprionobili!”, conclude Verga.



