POLITICA
Sergio Costa a Benevento: “Referendum inutile e divisivo, la Costituzione non si tocca con l’accetta”
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“Scritta frettolosamente e male, che ci costerà 100 milioni l’anno. Ma con questi quanti cancellieri e dirigenti amministrativi potremmo assumere per far funzionare davvero la giustizia italiana?” Non usa giri di parole Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex Ministro dell’Ambiente, oggi a Benevento per un incontro pubblico sul referendum della giustizia. L’esponente del Movimento 5 Stelle, insieme ai referenti locali del partito e ai parlamentari Agostino Santillo e Felicia Gaudiano, ha illustrato punto dopo punto i motivi per cui votare “No” all’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo.
La riforma – ha spiegato – non affronta i veri nodi che bloccano la giustizia italiana: la lentezza dei processi civili e amministrativi: “Questa riforma non serve ai cittadini, se non serve a diminuire il nujmero dei giorni di attesa per un processo, a cosa serve? E’ un referendum contro i magistrate e serve per metterli sotto la casta della politica e per questo diciamo no”.
In riferimento alla separazione delle carriere, Costa ha sottolineato un dato statistico: solo lo 0,5% dei magistrati ogni anno cambia funzione. Si tratta di circa 10-15 persone in tutta Italia. Numeri che non rendono affatto necessaria una modifica della Costituzione: “Una riforma costituzionale che non dovrebbe mai fatta dividendo il Paese”.
Entrando nel merito del sorteggio dei membri del CSM, Costa ha evocato il rischio di un sistema “pilotato”. Se per i magistrati la platea è ampia, per la quota politica il numero ristretto di nomi renderebbe l’estrazione quasi scontata.
In chiusura ha spostato il piano dal tecnico al politico, inviando un messaggio chiarissimo alla Meloni:” Fa bene a non dimettersi se vince il No, la manderemo a casa noi tra un anno e mezzo”.



