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ll dissesto di Molinara finisce nella relazione al Parlamento. Cirocco: “Occorre riflessione seria”
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Nella relazione annuale della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti presentata al
Parlamento sulla situazione di crisi finanziaria dei comuni italiani, uno specifico capitolo è
dedicato al caso del “piccolo Comune di Molinara”. Un passaggio significativo all’interno di
un documento che analizza le situazioni più critiche registrate nel Paese tra il 2024 e il primo
semestre del 2025.
Il quadro ricostruito – dichiara Rocco Cirocco, dichiara Rocco Cirocco, consigliere comunale di minoranza – ripercorre una lunga vicenda amministrativa culminata con la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune il 28 giugno 2024, dopo un percorso iniziato già nel 2018 con l’attivazione della procedura di riequilibrio. Ad onor del vero, nelle pagine della relazione il caso di Molinara viene richiamato anche come esempio delle difficoltà e della lentezza delle procedure di verifica e controllo.
La Corte dei Conti sottolinea come il piano di riequilibrio ventennale, predisposto per
fronteggiare una massa passiva inizialmente quantificata in quasi 2,9 milioni di euro, sia
stato oggetto di una lunga e complessa istruttoria, durata anni e caratterizzata da continue
revisioni e criticità.
Nel corso dell’istruttoria la Corte ha evidenziato criticità profonde legate alla gestione
contabile dell’ente. In particolare viene rilevato che la struttura finanziaria del Comune “non
aveva ben compreso i principi di universalità e unità del bilancio, che non ammettono
gestioni separate”, circostanza che ha richiesto una ricostruzione dei disavanzi dal 2018 al
2022, risultati tutti negativi.
La Sezione regionale ha inoltre segnalato problemi nella contabilizzazione dei residui e
nell’applicazione dei principi della contabilità armonizzata, fino a definire “di difficile
determinazione la massa passiva” del Comune.
“Il fatto che la Corte dei Conti dedichi un capitolo al “piccolo Comune di Molinara” nella
relazione al Parlamento dovrebbe imporre a tutti una riflessione molto seria. Non si tratta solo di una fotografia dello stato di fatto: è la descrizione di un percorso che ha portato il Comune fino al dissesto e che, soprattutto, non mostra ancora un vero riassetto degli equilibri.
Lo dice la Corte, non io. Le carte raccontano anni di gestione che hanno prodotto questa situazione. E la cosa più grave è che quelle stesse responsabilità si collocano dentro un sistema che non è mai cambiato: le stesse persone negli stessi ruoli, da decenni.
A questo punto la domanda non è solo tecnica o contabile. È una domanda politica e civile:
chi ha beneficiato davvero di questo modello di gestione? E la comunità – le persone, le
imprese, le attività economiche e sociali – cosa ne ha ricavato? Se guardiamo il paese di oggi,
cosa resta davvero?
La normalità che ci viene raccontata è quella di riuscire a ottenere un progetto e affidare un
appalto. Questo è il minimo sindacale e certo non può bastare a spiegare decenni di gestione
pubblica. Bisognerebbe invece interrogarsi su tutto ciò che è mancato, su tutto ciò che si è
perso e su ciò che resta lungo questo percorso.
Ed è su questo che la politica dovrebbe aprire finalmente una discussione vera. Non per
cercare colpevoli astratti, ma per capire dove siamo arrivati e perché, e soprattutto quale
futuro vogliamo costruire per Molinara”, conclude Cirocco.


