Medio Calore
Il parroco di Apice scrive al giovanissimo arrestato per spaccio: “Non lasciare che un errore ti rubi il futuro”
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Una lettera intensa, carica di umanità e di speranza, rivolta non solo a un ragazzo in difficoltà ma a un’intera comunità. Don Ezio Rotondi, giovane parroco di Apice, ha deciso di scrivere al 17enne concittadino arrestato nei giorni scorsi dopo essere stato trovato in casa con mezzo chilo di hashish e 80 grammi di cocaina.
Parole che non hanno il tono del rimprovero ma quello dell’incoraggiamento e della responsabilità condivisa, rivolte a un ragazzo ma idealmente a tutta la comunità apicese.
«Ti scrivo con il cuore di un sacerdote, ma prima ancora con il cuore di padre», esordisce il sacerdote nella sua lettera, spiegando di aver riflettuto molto su quanto accaduto non per giudicare, ma per ricordare quanto sia «preziosa e delicata la stagione della giovinezza».
Nel testo, don Rotondi invita il giovane a non lasciarsi definire dall’errore commesso. «Ciò che è accaduto non deve definire chi sei. Non sei il tuo errore. Sei molto di più», scrive, sottolineando come ogni caduta possa diventare un punto di ripartenza se affrontata con il coraggio di guardare avanti.
Il sacerdote riflette anche sulle illusioni delle “scorciatoie” della vita, quelle strade che sembrano offrire libertà e leggerezza ma che spesso finiscono per intrappolare i giovani e complicare il loro futuro. «La vita vera non si costruisce con scorciatoie – sottolinea – ma con pazienza, con fatica, con cadute e con ripartenze».
Nella lettera non manca poi un messaggio più ampio rivolto ai ragazzi del territorio. Don Ezio invita i giovani a non temere l’impegno e la fatica del vivere, ricordando che «le cose più belle della vita si conquistano passo dopo passo» e che il futuro «non si trova già pronto, ma si costruisce giorno dopo giorno».
Il parroco ribadisce anche il ruolo della Chiesa come luogo di accoglienza e di ascolto: «La parrocchia deve essere per voi giovani una casa, un punto di riferimento», scrive, assicurando la sua disponibilità a essere presenza e guida nei momenti difficili.
Nella parte finale del messaggio, il sacerdote allarga lo sguardo agli adulti, richiamandoli alla loro responsabilità educativa. «Non possiamo limitarci a osservare o a giudicare – afferma – dobbiamo essere presenza, ascolto, esempio». I giovani, sottolinea, hanno bisogno di adulti credibili, capaci di testimoniare la speranza e non soltanto di rimproverare.
La lettera si chiude con un augurio semplice ma forte: che il giovane possa rialzarsi e tornare a guardare lontano. «La tua vita è ancora tutta davanti – conclude don Ezio – non permettere a nessuno, e neppure ai tuoi errori, di rubarti il futuro».
Un messaggio che, nelle intenzioni del parroco, va oltre il singolo episodio e diventa un appello alla comunità: accompagnare i giovani, soprattutto quando sbagliano, perché anche dagli errori possa nascere un nuovo cammino.


