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San Pio, Pronto Soccorso in affanno: solo sei specializzandi e due medici per gestire i codici minori, bando lampo per cercare camici bianchi
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Centosessantotto ore di assistenza settimanale necessarie, ma quasi cento restano scoperte. Il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento si trova ad affrontare l’ennesima difficoltà: l’ambulatorio riservato ai “codici minori” registra una carenza di camici bianchi. Nella giornata di oggi, la Direzione Generale ha lanciato l’ennesima manovra d’emergenza, un bando lampo per reclutare medici laureati e specializzandi ed evitare che il sovraffollamento del presidio diventi ingestibile.
L’UOC Medicina d’Urgenza starebbe infatti operando con le “armi spuntate”. Attualmente nell’ambulatorio prestano servizio solo 8 medici (6 specializzandi e 2 laureati): uno dei dottori laureati ha interrotto la collaborazione il 1° febbraio per un altro incarico. Gli specializzandi, per legge, possono garantire solo 8 ore settimanali ciascuno. Il risultato è dunque chiaro: c’è un deficit di 95 ore settimanali rispetto al fabbisogno minimo per garantire il percorso differenziato ai pazienti con codici verdi e bianchi.
L’azienda, guidata dalla manager Maria Morgante, punta ora a una valutazione rapida per soli titoli. L’incarico avrà una durata di 6 mesi (rinnovabile fino al termine massimo del 31 dicembre 2026): oltre al possesso della laurea e dell’abilitazione, i candidati devono essere regolarmente iscritti all’Ordine dei Medici e non avere rapporti di dipendenza con altre strutture pubbliche (ASL o Enti del SSR). Costituisce titolo preferenziale la pregressa esperienza nei servizi di emergenza-urgenza.
La finestra per partecipare è strettissima: solo 7 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul portale web dell’Azienda (sezione Amministrazione Trasparente – Bandi di Concorso). Questa misura si è resa necessaria anche a causa del quadro normativo nazionale che, con il D.L. 200/2025, non ha previsto ulteriori proroghe per i medici in pensione (quiescenza) oltre il 31 dicembre 2025, privando l’ospedale di un’ulteriore risorsa di personale esperto.



