Sindacati
A rischio le terapie per i minori con disabilità intellettiva: i sindacati chiedono un incontro urgente alla Regione
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Le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL lanciano un grido d’allarme sulla continuità dei percorsi terapeutici per i minori con disabilità in Campania. Al centro della denuncia, il vincolo amministrativo della ripartizione 80/20 dei posti tra province, che – secondo i sindacati – starebbe mettendo a rischio l’assistenza di centinaia di bambini e ragazzi con disabilità intellettiva grave, disturbo dello spettro autistico e DSA.
In Campania centinaia di famiglie vivono settimane di forte preoccupazione. Il motivo è legato alla rigida applicazione del criterio amministrativo che impone la suddivisione dei posti nei centri terapeutici secondo una quota provinciale dell’80% riservata ai residenti e del 20% destinata a utenti provenienti da altre province.
Una regola definita “meramente numerica” dalle sigle sindacali, che – denunciano – starebbe prevalendo sui reali bisogni di cura dei minori. La questione riguarda lo stanziamento dei fondi su base provinciale. I centri terapeutici accreditati devono rispettare percentuali rigide nella distribuzione dei posti disponibili. Quando tali limiti vengono superati, le strutture rischiano di perdere convenzioni o finanziamenti. Il risultato? Bambini e ragazzi che, dopo anni di terapia e progressi significativi, potrebbero vedersi interrompere improvvisamente il percorso assistenziale.
Emblematico è il caso delle famiglie della provincia di Caserta che da tempo si affidano al centro CMR di Sant’Agata de’ Goti, nel Sannio. Qui molti minori hanno raggiunto importanti traguardi sul piano dell’autonomia personale e delle abilità quotidiane.
Oggi, però, a causa dell’applicazione stringente del vincolo 80/20 e di contratti semestrali che aumentano l’incertezza gestionale, questi percorsi rischiano una brusca interruzione.
La problematica non riguarda soltanto il territorio casertano, ma coinvolge anche le province di Benevento e Avellino, dove numerose famiglie si trovano nella stessa condizione di precarietà.
Particolarmente delicata la situazione dei ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. “La dislessia e i DSA non guariscono – sottolineano le organizzazioni sindacali – ma richiedono accompagnamento costante, strumenti adeguati e sostegno qualificato nel tempo”.
Interrompere un percorso terapeutico avviato da oltre dieci anni significherebbe compromettere risultati costruiti con fatica e professionalità.
I sindacati chiedono un incontro urgente al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, con delega alla Sanità, per aprire un tavolo istituzionale finalizzato alla revisione del vincolo 80/20.
Tra le richieste principali: garantire la continuità terapeutica; assicurare pari opportunità di accesso alle cure indipendentemente dalla provincia di residenza; tutelare i percorsi già avviati e i progressi raggiunti; stabilizzare i contratti dei centri accreditati.
“Non si tratta di numeri o percentuali – concludono i sindacati – ma del diritto alla salute e al futuro di bambini e ragazzi fragili. . Le istituzioni regionali sono chiamate a intervenire con tempestività e responsabilità, ponendo fine a una rigidità amministrativa che sta generando disuguaglianze e gravi ricadute sociali sulle famiglie campane”



