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La lettera da San Marco dei Cavoti: “Anna sopravvissuta a un terribile incidente, grazie ai medici che hanno reso possibile un miracolo”

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Lettera aperta a firma della famiglia Zuppa di San Marco dei Cavoti, per ringraziare tutti i medici, dal primo soccorso fino ai professionisti dei reparti ospedialieri coinvolti, del lavoro svolto per consentire ad Anna Zuppa, 28enne coinvolta nel dicembre scorso in un grave incidente stradale, di recuperare dai gravi danni riportati. Un modo per mettere in luce anche un esempio di buona sanità. Di seguito il testo dalla sorella Carla:

“Era il primo dicembre dello scorso anno quando Anna, 28enne di San Marco dei Cavoti, fu coinvolta in un grave incidente stradale lungo il tracciato della Fortorina. A seguito dell’impatto, ha subito da terza passeggera un trauma encefalico significativo, che l’ha portata a uno stato di coma con funzioni vitali molto precarie a causa anche di una severa compromissione polmonare.

All’arrivo dei soccorsi, grazie alla competenza dei sanitari di turno della Centrale Operativa del 118 di Benevento nella gestione della chiamata e grazie alle prestazioni di autisti soccorritori, infermieri e vigili del fuoco e, soprattutto, all’eccellente professionalità ed esperienza del medico a bordo della CMR di Benevento, il dottor Mazzacane, è stata trasportata, da lui e dal suo team, presso il Pronto Soccorso dell’AORN San Pio.

Da qui, Anna è stata affidata alle cure del direttore dell’UOC di Neurorianimazione, dottor Vincenzo Boniello, che ha coordinato le prime fasi dell’assistenza intensiva e l’ha gestita anche durante la parte intraoperatoria dell’intervento eseguito sotto la guida del direttore dell’UOC di Neurochirurgia, dottor Giovanni Parbonetti.

Durante il periodo di degenza di Anna nel reparto di Neurorianimazione (circa un mese), la nostra famiglia ha vissuto momenti di angoscia profonda, sopraffatta da un dolore incommensurabile e dal costante timore di perderla. Tuttavia, in questo scenario di sofferenza, abbiamo trovato un sostegno straordinario nel personale di supporto e negli infermieri tutti, nonché nei medici dott. Boniello, dott.ssa Di Salvio, dott. Balzano, dott. Di Blasio, dott.ssa Pica, dott.ssa Cerulli del reparto di Neurorianimazione del “San Pio”, i quali con estrema competenza, professionalità, empatia e dedizione, hanno reso possibile il graduale miglioramento clinico di Anna.

A seguire, un percorso riabilitativo presso l’arcispedale Sant’Anna di Ferrara nell’Unità di gravi cerebrolesioni. Tutto il team si è prodigato affinché Anna riuscisse a recuperare: la sua instancabile forza di volontà l’ha aiutata a superare al meglio questo momento e, dopo due mesi e mezzo di riabilitazione, adesso è autonoma ed è a casa con i suoi cari. Continua un percorso di Telemedicina gestito da professionisti e prova a riprendere gradualmente le attività che conduceva prima dell’evento.

Sono stati mesi complessi in cui l’intera gestione familiare è stata completamente sovvertita, non solo per il forte dolore del primo mese post-incidente, ma anche per il trasferimento a Ferrara, lasciando un pezzo di vita a San Marco dei Cavoti: grosse difficoltà affrontate con coraggio da noi familiari che ci siamo stretti, in una solida catena unita dall’obiettivo comune di innalzare lei che tanto amiamo al fine di farla ritornare tra noi.

Un incidente con lesioni cerebrali e compromissioni gravi delle funzionalità vitali non dà esiti scontati: a volte gli esiti sono purtroppo infausti; altre volte il percorso riabilitativo può richiedere un tempo che supera di gran lunga i sei mesi. Altre volte, invece, nonostante una lunga riabilitazione, il recupero stenta ad arrivare o non arriva mai. Si torna a casa, quindi, cambiati, diversi, si comincia una nuova vita che prevede una modifica totale o quasi.

Delle volte, come in questo caso, i pazienti riemergono, recuperando in breve tempo delle funzionalità danneggiate e, grazie alla fede, alla speranza e alla competenza dei sanitari che si sono occupati di lei, Anna è riemersa e di questo ne saremo sempre grati.

Riteniamo che questa testimonianza meriti di essere condivisa perché è doveroso rendere onore a chi, con sacrificio, impegno e altissima competenza, ha reso possibile un miracolo che mai avremmo osato sperare. Troppo spesso si assiste a una narrazione negativa della sanità ma siamo qui a smentire con forza ogni pregiudizio.

Celebriamo, dunque, non solo il ritorno alla vita di Anna, ma anche il valore incommensurabile di chi ogni giorno si dedica alla tutela della salute con competenza, umanità e passione”.

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