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AMBIENTE

Seneca: ‘Nel Sannio la peggiore crisi idrica degli ultimi 30 anni. Causa primaria? Reti e dispersione acqua. Chiediamo accesso agli atti’

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“Con il perdurare della peggiore crisi idrica degli ultimi 30 anni, molti comuni della provincia di Benevento, ivi compreso il capoluogo, sono costretti a fronteggiare le interruzioni del servizio. È inutile dire che gli aumenti delle temperature e le conseguenti riduzioni della risorsa non sono da attribuire ai gestori che cercano di fare il possibile per affrontare un problema di enorme portata. Ma le chiusure notturne – scrive in una nota Giovanni Seneca del Comitato sannita ABC – non sono la soluzione, perché le successive riaperture con immissione in rete rischiano di causare nuove falle nelle vecchie reti.

È chiaro, allora, che se non si individuano soluzioni nel breve periodo (la potabilizzazione dell’invaso di Campolattaro è troppo lontana) la riduzione delle portate del Biferno, già minacciata da Molise Acque, ci spingerà ad una situazione drammatica, simile a quelle che si vivono in Sicilia, dove manca l’acqua da mesi.

La causa primaria – prosegue Seneca – è da individuare nella dispersione idrica che a Benevento supera di gran lunga la media nazionale. Le ultime statistiche dicono che la perdita è del 55%, ovvero oltre la metà dell’acqua immessa in rete si dissolve lungo il percorso, proiettando Benevento al diciassettesimo posto nella classifica nazionale dei capoluoghi peggio piazzati.

I gestori privati fanno profitti, ma non investono un euro nelle reti che restano di proprietà pubblica ed allora le cause e le soluzioni vanno ricercate altrove.

Il Comitato sannita Abc ha inviato all’Ente idrico campano, al comune di Benevento ed a Gesesa Spa una richiesta di accesso agli atti, per comprendere se la concessione del 1992 è stata attuata per gestire il servizio idrico integrato in maniera ottimale.

Abbiamo rivolto tre domande, di seguito elencate, per sapere se gli obblighi previsti dagli art. 4 e 5 del contratto sono stati adempiuti. La nostra richiesta è tesa a sapere: se Ge.se.sa. Spa ha provveduto “al completamento dell’attivazione della nuova rete idrica e disattivazione della vecchia rete con spostamento delle vecchie alle nuove condotte”; se Ge.se.sa Spa ha provveduto “all’installazione di idonee apparecchiature di misura e telecontrollo degli impianti”, al fine di individuare prontamente le perdite di rete e ridurre la dispersione idrica; in caso affermativo di sapere se il sistema permanente di ricerca delle perdite è funzionante e se provvede a monitorare le portate notturne dei distretti idrici; si è chiesto, inoltre, di conoscere i dati delle perdite reali per ogni singolo distretto; se Ge.se.sa. Spa si è dotata di un “laboratorio gestionale interno per le analisi delle acque che le consentisse di controllare i fattori che possono influire sulla qualità delle acque”.

Siamo certi – conclude Seneca – che chi di dovere risponderà ai nostri quesiti in modo da far conoscere ai cittadini se tutto quanto si poteva fare in 30 anni di gestione è stato fatto. In ogni caso servono interventi nell’immediato per attenuare la dispersione idrica. Per accedere ai finanziamenti c’è bisogno di dare vita al gestore unico, cosa che la scelta del privato ha reso quanto mai complicata per l’incapacità della politica di avviare la gara d’appalto, dopo le note bocciature della Corte dei Conti. C’è bisogno di agire subito e di rivedere la scelta suicida di regalare l’affare acqua al mercato. L’affidamento in house senza gara di appalto è la soluzione immediata per aprire la strada dei finanziamenti per le reti idriche. Rivolgiamo alla politica sannita le stesse parole che padre Alex Zanotelli ha detto di persona al presidente De Luca ed all’assessore Bonavitacola: “Davanti all’avanzamento dei cambiamenti climatici ed alla scarsità delle pioggia, vendere l’acqua ai privati è una scelta irresponsabile della politica che sarà maledetta dalle future generazioni.”

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