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ECONOMIA

Passaggi a livello di via Valfortore, vertice a Palazzo Mosti: salve le esigenze di aziende e residenti dell’area

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Vertice operativo oggi pomeriggio a Palazzo Mosti per affrontare la questione della soppressione dei passaggi a livello di via Valfortore, in relazione alla realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità-Alta Capacità Napoli Bari e della elettrificazione della linea ferroviaria Benevento-Avellino-Salerno.

Il confronto con il sindaco Mastella e con i tecnici di RFI (presente il dirigente di Rete Ferroviaria Italiana Fabio Rapuano) era stato voluto dalla delegazione di Confindustria Benevento guidata dal presidente Oreste Vigorito e dal presidente di Piccola Industria Campania Pasquale Lampugnale. Al termine dell’incontro è stata condivisa la necessità di contemperare le esigenze delle imprese che operano sul territorio con la necessità di portare a termine un’opera, quale l’Alta Velocità, di interesse strategico.

In concreto, si condivide la soppressione del passaggio a livello sulla linea Napoli-Bari con la realizzazione del sovrappasso carrabile e pedonale che sarà realizzato lungo la direttrice via Muri della Caccia-Rotonda dei Pentri. Confindustria e il Comune hanno chiesto di valutare interventi che garantiscano l’accessibilità delle strade che conducono alle contrade Acquafredda e San Chirico mediante una viabilità alternativa che preveda in una fase successiva la costruzione di un sovrappasso carrabile.

Il sindaco Mastella, recependo le richieste espresse al tavolo dai vertici di Confindustria, si farà carico di richiedere a Rfi di sospendere i lavori di soppressione del passaggio a livello connesso all’elettrificazione della linea Bn-Av-Sa. Nelle more della sospensione, Rfi, il Comune di Benevento e i rappresentanti degli industriali studierebbero così soluzioni tecniche alternative a tutela delle attività economiche presenti.

LA RICOSTRUZIONE – “La chiusura dei passaggi a livello di via Valfortore va scongiurata: renderebbe priva di ogni sbocco la circolazione stradale sull’arteria e creerebbe danni ingenti al tessuto produttivo dell’area così come al comparto dei servizi”. Questo l’appello – in sintesi – che il presidente della Confindustria Oreste Vigorito e della Confindustria Campania Piccola Industria, Pasquale Lampugnale, avevano manifestato al sindaco Clemente Mastella.

Una richiesta, quella esplicitata da Vigorito e Lampugnale, forte del sostegno di oltre settanta operatori economici operanti nel contesto urbano che fa riferimento al rione Ferrovia (Strega Alberti, Fabbriche Riunite, Antum Hotel) all’area di via Valfortore (Centro Commerciale ‘I Sanniti’, Sidersan, Sanitaria Cardone, Centro Emodialisi Padre Pio) e alla zona industriale di Pezzapiana (Idal, Logistica Sannita). La questione, inoltre, interessa l’area dove è ubicato l’ospedale Fatebenefratelli. E questo a sottolineare che la chiusura dei passaggi a livello di via Valfortore – e di conseguenza della strada – non determinerebbe soltanto la drastica riduzione delle possibilità di accesso alle aziende (con grave sviamento della clientela, da un lato, e con serie difficoltà per la movimentazione delle merci e dei prodotti finiti in entrata e in uscita, dall’altro) ma anche  – per gli effetti sul traffico in zona – l’aumento dei tempi di percorrenza per raggiungere le strutture sanitarie e ospedaliere presenti nell’area.

Insomma, questioni decisamente delicate, tanto da far ritenere “assolutamente impraticabile” – per Vigorito e Lampugnale – l’idea di procedere con le paventate chiusure. Né può ritenersi risolutiva l’apertura di una via di collegamento – già prevista all’epoca dell’insediamento del centro commerciale – tra Pezzapiana e via Valfortore.

Considerazione suffragata, tra l’altro, dalle previsioni normative regionali in materia, pure richiamate nel protocollo d’intesa sottoscritto nel febbraio del 2020 da Regione Campania, Rfi e Comune di Benevento.

Per la legge 354 del 1998, dunque, il piano di soppressione di passaggi a livello deve attuarsi mediante costruzione di idonei manufatti sostitutivi o deviazioni stradali, o di miglioramento delle condizioni di esercizio di passaggi a livello non eliminabili.

Sul punto, poi, si è espresso anche il Consiglio di Stato che ha affermato il principio secondo cui l’eliminazione dei passaggi a livello, pur soddisfacendo esigenze di rilievo pubblico afferenti al miglioramento della viabilità, oltreché della sicurezza della circolazione sia stradale che ferroviaria, non rende recessivi i diversi interessi afferenti all’uso del territorio coinvolti dall’esecuzione del piano.

Per tornare alle 354, ancora, l’articolo 2 dispone che le opere sostitutive dei passaggi a livello (localizzazioni) sono approvate, “anche in difformità dalle prescrizioni e dai vincoli delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi”, in conferenza di servizi, d’intesa con le regioni interessate e gli enti locali nel cui territorio ricadono le opere stesse.

Chiaro, a farla breve, l’invito del legislatore a cercare soluzioni capaci di contemperare le diverse aspettative in campo. Ed è questo un ruolo che soltanto la politica può svolgere. A partire dal Comune, chiamato a rappresentare e tutelare gli interessi della collettività. Lo stesso progetto di riqualificazione della stazione centrale, d’altronde, si propone di “riconnettere” la Città alla struttura di piazza Colonna. Sarebbe stata una beffa se la ‘rinascita’ della stazione – progetto che nulla ha a che fare con la vicenda dei passaggi a livello – dovesse avvenire a discapito delle aziende e della comunità legata – per tanti e diversi aspetti – al rione Ferrovia.

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