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Polemica eolico, l’assessore di Pietrelcina scrive a Vigorito. Sul progetto: ‘Folle installare a 3 km dalla casa di San Pio’

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“Gentile Presidente,
la recente polemica tra Lei e Nino Lombardi apre il campo a più di un interrogativo e spunto di riflessione. Lei ha interpretato le critiche mosse dal Presidente della Provincia al progetto di un parco eolico a Pietrelcina come l’occasione «di voler abbinare per forza» l’Oreste Vigorito imprenditore dell’eolicoal Suo ruolo di Presidente di Confindustria, al fine di attaccarla. Innanzitutto, siamo proprio sicuri che il presidente Lombardi abbia associato quel progetto alle Sue aziende? Dalle dichiarazioni a cui Lei stesso ha replicato non sembrerebbe!

La cosa sicura è una sola: lo scontro è maturato proprio sulle dichiarazioni relative ad un progetto del quale Lei stesso ha affermato di non conoscere «né chi lo ha proposto, né dove si trova». Eppure, rispondendo ad una precisa domanda rivoltaLe a latere del forum di Legambiente non ha esitato ad attaccare i sindaci, invitandoli a svestire i panni dei Don Chisciotte che combattono contro i mulini a vento e a non opporsi all’eolico sul proprio territorio. Lei è un uomo esperto, signor Presidente, ed è stato il primo a vedere nel vento una fonte di sviluppo quasi 30 anni fa, e mal si addice ad un uomo esperto l’esprimere giudizi partendo da una conoscenza parziale o nulla dei fatti di cui parla, soprattutto se in gioco c’è il futuro di un intero territorio.

Viene da chiedersi se per Lei sia giusto che le politiche energetiche possano prescindere da una strategia di sviluppo che coinvolga le comunità locali e parta dalla vocazione e dal potenziale espresso ed inespresso dei territori; viene da chiedersi se per Lei, Presidente, possano esistere progetti sbagliati, speculativi, dannosi per le comunità. Sarebbe estremamente utile che Lei si pronunciasse con cognizione di causa sul progetto di Pietrelcina e che lo facesse anche in veste di leader degli industriali sanniti.

Le scrivo questa lettera, pertanto, per presentare a Lei e all’opinione pubblica una sintesi delle osservazioni formulate da più parti contro la realizzazione di un parco eolico a Pietrelcina.

Una premessa è doverosa: nessuno dei soggetti coinvolti esprime critiche all’eolico in sé e dunque chi dovesse ritenere le riserve delle comunità coinvolte come il riflesso di posizioni radicali sbaglia di grosso: semplicemente risulta assurdo installare un parco eolico in un territorio a vocazione turistica, nel paese noto al mondo per aver dato i natali a Padre Pio. Come cercherò di dimostrare in queste righe, nella malaugurata ipotesi che il progetto possa vedere la luce, a guadagnarci sarebbe solo chi quel progetto vuole realizzarlo: non l’ambiente, non il territorio (né, a scanso di equivoci, Lei).

  • Condizione preliminare all’eolico èla presenza del vento: ognuno può verificare dall’Atlante eolico dell’RSE che l’impianto, lì dove lo si vuole realizzare, sarebbe capace di produrre energia per un numero di ore ben al di sotto delle raccomandazioni ministeriali, anche con i più recenti, e potenti, aerogeneratori(b. a queste stesse conclusioni spingeanche la relazione anemometrica annessa al progetto). La cosa non dovrebbe sorprendere: Pietrelcina, con i suoi 345 m sul livello del mare, non è un paese di montagna, ma di bassa collina.
  • Proprio il fatto di essere un paese collinare rende la presenza di pale eoliche maggiormente impattante sul paesaggio: da noi non c’èun monte sui cui versanti piazzare le pale, ma una serie di colline, alte quanto quella su cui sorge il centro urbano e da esso distanti appena un paio di chilometri. Pertanto un parco eolico investirebbe in pieno il panorama di cui si può godere dal paese, ivi compresi i luoghi di San Pio.
  • Si prevede di installare i rotori su antenne alte ben 120m, altezza che con le eliche sale al livello spropositato di 200m: quanto un grattacielo di 70 piani! Gli impianti ai quali siamo ormai visivamente abituati sono alti 80/90 metri.
  • L’impatto paesaggistico deve essere valutato su un areale pari a 50 volte la massima altezza da terra dell’impianto: dunque, per pale alte 200m, su 10 Km. Anche fermandosi a 7Km si andrebbero ad interessare, oltre ai luoghi di Padre Pio, anche l’Arco Traiano e i siti UNESCO di Benevento. Per intenderci, il parco eolico sarebbe ben visibile anche dalla terrazza della Rocca dei Rettori, da via Traiano e da gran parte del capoluogo.
  • A meno di 300m da uno degli aerogeneratori sorge lo zoo delle Maitine, uno dei più moderni d’Europa. Lo zoo costituisce oggi un importante asset per l’offerta turistica di Pietrelcina e Benevento, in quanto consente di allungare i tempi di permanenza sul nostro territorio e si rivolge a un target di visitatori particolarmente interessante. Nello zoo si svolgono importanti ricerche sul comportamento degli animali e si pratica inoltre la falconeria, entrambe attività incompatibili con la presenza di un parco eolico.
  • Chi ha presentato il progetto ha stimato in 20 unità il fabbisogno di addetti per la gestione dei 9 aerogeneratori nei prossimi 20 anni. Non ho le competenze per giudicare questa stima, che sembra un tantino elevata, ma le prospettive occupazionali legate al turismo religioso sono ben più solide con oltre 300 attività produttive e non meno di 2000 operatori. Tutte subirebbero ricadute negative con la realizzazione del progetto, per molte gli esiti sarebbero addirittura distruttivi. Giova ricordare che solo nel raggio di 1 km dal sito sono presenti 8 strutture ricettive.
  • La presenza di turbine eoliche avrebbe ripercussioni anche sul mercato immobiliare, ad oggi reso vivace dai molti turisti che decidono di investire nel nostro paese per trovare un’oasi dal caos cittadino. Una casa in campagna a Pietrelcina ha attualmente un valore anche 3 o 4 volte superiore a quello degli altri comuni dell’area Tammaro-Fortore (fonte osservatorio dei prezzi dell’Istat).

Alcuni elementi portano a dubitare, oltre che della sostenibilità ambientale e sociale del progetto, anche della sua redditività economica. Da che mondo è mondo chi fa impresa si accolla dei rischi, come la scarsità di vento, ma nessuno fa investimenti chiaramente in perdita. E neanche in questo caso avviene ciò: infatti il rischio è azzerato da 2 fattori: in primis l’opera potrebbe essere finanziata con fondi pubblici (soldi nostri!). In secundis ciò che rende appetibile il nostro territorio è la sua vicinanza alla Stazione Elettrica Benevento III, fattore che consente di limitare al minimo le opere necessarie per connettere l’impianto alla rete elettrica nazionale.

In estrema sintesi, appare folle installare delle pale eoliche alte 200 metri a meno di 3 Km dalla casa Natale di Padre Pio; appare scriteriato realizzare un parco eolico in un paese che ha nel turismo la propria fonte economica principale; appare ingiusto mettere a rischio la sopravvivenza stessa di decine di attività imprenditoriali che hanno nella vita del Paese un ruolo non meno strategico dell’approvvigionamento di energia. E d’altra parte, chi mai immaginerebbe di creare un parco eolico a 2 Km dal centro di Assisi? O di Loreto, o uno qualsiasi dei grandi santuari d’Italia?

Pietrelcina è l’unica certezza in un contesto a rischio desertificazione sociale, economica, imprenditoriale e finanche demografica: possiamo ipotizzare un futuro per i nostri territori se consentiamo di mettere a repentaglio i perni del nostro sviluppo?”.

Domenico Rossi
docente di lettere e assessore comunale all’Istruzione e alle Politiche sociali del Comune di Pietrelcina

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