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Frasso Telesino, emozione per la processione del “Crocifisso del Brancone”

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Sarebbe dovuto essere l’ anno della grande processione del “crocifisso brancone” che si svolge ormai come tradizione ogni 5 anni ma per via del covid 19 si è tenuta solo l esposizione in piazza IV Novembre con la celebrazione della messa.

Il crocifisso che esce dalla chiesa di Santa Giuliana ogni 5 anni è miracoloso – si legge in una nota – una volta  veniva  portato in processione in periodi di calamità tragedie pestilenze. Il crocifisso denominato “Il brancone” si venera a frasso dal 1670. Il Crocifisso a grandezza naturale, un tempo custodito nella Collegiata dal Corpo di Cristo, ora nella chiesa di santa Giuliana  prende il nome Brancone dal nome dell’antico donatore, il Notaio frassese Marco Brancone (1620-1693ca).

Per compiere un voto il Notaio Marco Brancone – aggiunge la nota – fece scolpire l’immagine sacra e  il grande Crocifisso fu donato a Frasso Telesino   il 23 gennaio 1670. Anticamente la devozione al Crocifisso veniva manifestata portandolo  in processione quando se ne ravvisava la necessità, anche con intervalli di anni  e talora di decenni. Infatti, cacciare il Brancone era espressione del ricorso estremo della fede dei Frassesi a Colui che è segno supremo della misericordia di Dio, per ottenere con il perdono dei peccati, la liberazione da grandi calamità: siccità, pioggia eccessiva, epidemie (peste, colera…), che in un contesto contadino e in tempi di ristrettezze erano foriere di fame, di sofferenze e di disperazione.

Ora dal secolo scorso ogni 5 anni – aggiunge la nota – avviene una grande  processione, dal tono fortemente penitenziale, si svolge in un clima di grande intensità spirituale, con  banda musicale e segni di festa e realizzazione di cappelle nei vari quartieri dove  l’immagine sacra viene ospitata e onorata per tutta la notte  nei nove giorni precedenti per poi culminare nel grande giorno  del 13 agosto in cui la grande croce viene  portata a spalla, muovendosi  tra la strade di Frasso accompagnata da una moltitudine di fedeli oranti o silenziosi. 

Ai frassesi – conclude – di solito si aggiunge una moltitudine di persone anche  dai paesi limitrofi. Quest’anno invece il crocifisso  è stato portato solo in Piazza IV novembre dove il popolo l’ha accolto. La santa messa celebrata dal parroco don Nicola Dobos, parroco di Frasso Telesino, ha scandito una fervida preghiera soprattutto per debellare la pandemia del corona virus che sta flagellando l’Italia e il mondo. La celebrazione è culminata con l’invocazione solenne al crocifisso. Al termine con una grande commozione generale il crocifisso è tornato nella sua chiesa senza il suo popolo che è rimasto al proprio posto cosi come stabilito dalle normative anticovid  vedere il crocifisso salire verso la chiesa. Emozioni intense, salvo altri eventi inattesi appuntamento al 2025 anno del giubileo”.

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