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Pago Veiano, l’opposizione: “Olezzi dall’isola ecologica. Va dislocata!”

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“La situazione di quanti vivono nelle vicinanze di via Giovanni XXIII diviene di giorni in giorno sempre più insostenibile. Ed il caldo è pessimo alleato in questa vicenda”. La minoranza consiliare di Pago Veiano torna a sottolineare la condizione di grandissimo disagio che si registra nell’area del paese prossima all’isola ecologica. 

“Le famiglie che vivono in tale punto del paese – aggiunge la nota – sono costrette, di fatto, a restare perennemente con le finestre chiuse per sopravvivere al pessimo olezzo che si leva dall’isola ecologica stessa. Laddove i cassoni dell’umido, con tutta evidenza, non sono oggetto di ricambio né, a quanto si può dedurre, di una puntuale attività di pulizia e di manutenzione. Sta il fatto che da tale area si leva un olezzo insostenibile che costringe gli abitanti a doversi barricare in casa. Cosa limitativa della libertà delle persone, che non possono sostare all’esterno delle rispettive case senza doversi turare il naso. E che, come detto, devono sigillare porte e finestre ed accendere i climatizzatori. Una situazione che è assolutamente lontana da ogni forma di rispetto che una Amministrazione comunale dovrebbe nutrire nei confronti dei propri concittadini.

Più volte – insistono dall’opposizione del piccolo Centro sannita – abbiamo auspicato, come gruppo consiliare, lo facemmo già nel 2016, di trasferire in altra sede l’isola ecologica e, comunque, in un luogo che fosse lontano dal centro abitato. Ovviamente siamo restati inascoltati. Anzi, vi è di più. Lo stesso Primo Cittadino si era impegnato, durante la prima consiliatura, alla dislocazione. Ma, come prevedibile, non ha dato seguito alle promesse, piuttosto provvedendo al potenziamento di tale area. I cittadini, secondo il sindaco, possono restare immersi nel cattivo odore.

La minoranza consiliare – conclude la nota – torna a proporre al sindaco ed all’Amministrazione comunale lo spostamento dell’isola ecologica in diverso punto del territorio o, in alternativa, di provvedere a tutte le azioni che garantiscano igiene massima all’infrastruttura e, quindi, la non emanazione di olezzi molesti. Mai dimenticando come chi vive in via Giovanni XXIII sia tra quelli che convivono con un altro gravissimo inconveniente: quello, cioè, della carenza idrica. Rubinetti a secco e immersi in un odore putrido. Una condizione che è da quarto mondo”

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