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ECONOMIA

Open Plus, il prossimo vertice e la decisione sul regime dei tagli di produzione del petrolio

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Tutto fa pensare che il vertice Opec Plus possa essere anticipato rispetto alle precedenti previsioni, soprattutto perché all’ordine del giorno c’è un argomento di cui tutti stanno parlando. Ovvero, l’estensione dell’attuale politica dei tagli sul prezzo del petrolio. C’è grande attesa in tal senso, anche da parte di chi è solito usare piattaforme come Plus500 che permettono di fare trading di CFD su petrolio. Chi deve investire, infatti, ha bisogno di più certezze possibili ed è chiaro che, in questo particolare periodo storico, tra il Coronavirus e le indiscrezioni che si susseguono sul regime dei tagli di produzione, di evidenze ce ne sono ben poche.

Fino a questo momento, tutte le varie indiscrezioni che sono state diffuse sul web, hanno portato il mercato ad avere una reazione decisamente incerta. Le quotazioni del greggio sono state protagoniste di una seduta estremamente volatile, che è terminata con il Brent piuttosto stabile, superando i 37 dollari al barile, mentre il Wti si è mostrato in generale calo intorno ai 35 dollari.

Cosa succederà nel prossimo Opec Plus?

Da una parte, infatti, è presente l’influsso ribassista sintomo di un nuovo periodo ad alta tensione nei rapporti tra Cina e Stati Uniti. Infatti, stando all’agenzia Bloomberg, Pechino avrebbe dato l’ordine alle società statali di sospendere l’acquisto di prodotti agricoli realizzati negli Stati Uniti, scossi intanto dalle proteste per l’omicidio dell’afroamericano George Floyd, mentre l’accordo riguardante i dazi prevedeva una serie di importazioni di ingenti quantità, comprensiva pure del petrolio e del gas americani.

Al contempo, però, sembra che qualcosa di positivo si stia comunque muovendo e riguarda da molto vicino i rapporti tra Usa e Russia, che si sarebbero fatti un po’ più distesi. Dal Cremlino è arrivata una telefonata che ha portato Putin a parlare direttamente con Donald Trump e proprio il presidente degli Stati Uniti avrebbe proposto l’opportunità di invitare anche Mosca nel G7, che potrebbe essere ampliato rispetto al solito.

Ovviamente, i leader di due tra le più importanti potenze a livello mondiale, hanno parlato a lungo anche della questione petrolio. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, dato che la collaborazione che caratterizza le compagnie americane, anche se chiaramente imposta dalle difficoltà intervenute a livello finanziario, rappresenta un baluardo essenziale nell’operazione di riduzione dell’offerta di greggio.

La programmazione è molto complicata

Rispetto alle indiscrezioni che si stanno susseguendo in merito alle manovre legate alla prossima riunione dell’Opec Plus, fino ad ora la sensazione è che non abbiano avuto poi quella presa sul mercato che in tanti si sarebbero potuti attendere. La coalizione dovrebbe, come detto, anticipare la riunione rispetto alla data originale. Una scelta che è stata richiesta a gran voce da parte del presidente di turno dell’Opec, ovvero Mohamed Arka, algerino, ma che dovrebbe vedere la sua ragione principale nelle necessità dei produttori mediorientali che, nella maggior parte dei casi, come è stato ben messo in evidenza da parte di Citigroup, diffondono il proprio listino prezzi e le varie allocazioni del greggio nel corso della prima settimana di ogni mese. Adesso, però, diventa veramente complicato fare una previsione senza avere delle seppur minime informazioni che riguardano il possibile esito dell’Opec Plus.

Di conseguenza, se l’incontro di giugno tra i vertici dell’Organizzazione doveva rappresentare quasi esclusivamente una formalità, l’ordine del giorno ora riveste un’importanza capitale. Come sembra sempre più certo, infatti, il rinvio del progressivo ritiro della politica di tagli di produzione, porterebbe a modificare l’intesa ratificata ad aprile, secondo cui si verificherà una riduzione a 7,7 milioni di barili al giorno, durante la seconda parte del 2020, rispetto agli attuali 9,7 milioni di barili al giorno.

Di conseguenza, la ripresa della domanda soffre ancora troppo di tutte queste incertezze, stando quantomeno a quanto viene spifferato dai sauditi, che non hanno alcuna intenzione di prendersi dei rischi. Ed ecco che le trattative, in modo particolare con la Russia, saranno decisive, soprattutto perché a Mosca non c’è grande convinzione di andare incontro a tali esigenze.

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