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SANNIO

Pastorale della Salute, ad Airola le testimonianze dei genitori che hanno perso i figli

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La rabbia, il pianto, la sofferenza, il coraggio, la forza di ricominciare a vivere. E’ questo il succo del primo momento di incontro e di ascolto con le famiglie che hanno perso un figlio prematuramente, a cura dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, che ha avuto luogo ad Airola, in provincia di Benevento, presso la Chiesa “SS. Annunziata”.

Un momento di condivisione, guidato dal vescovo Mimmo Battaglia, che non aveva, e non avrà neanche per le prossime tappe, l’intento di fornire risposte, ma di ascoltare le storie e tutto ciò che stanno attraversando tanti genitori e tante persone provate da questi drammi per provare a rompere insieme quel senso di solitudine e di silenzio, in cui spesso essi vivono questi momenti.

Denuncia di quella solitudine che è stata testimoniata da diversi toccanti interventi, nei quali è stato messo in risalto anche il conforto trovato negli amici, nei parroci, in altre persone che inaspettatamente si sono avvicinate, alleviando quelle sofferenze. Due gli atteggiamenti sul dolore, emersi, che possiamo avere: uno di chiusura, che può metterci in ginocchio definitivamente trasformandosi, poi, in rabbia e in indifferenza verso tutto e tutti e un altro che può, invece, trasformarsi in un’opportunità d’impegno per gli altri, in particolare proprio verso chi sta vivendo questi momenti di atroce sofferenza.

“Il dolore – ha chiarito il vescovo Mimmo – non cerca mai una spiegazione, ma una condivisione. Nella condivisione si può costruire un percorso. Ed è tutta la comunità che, davanti al dolore per un tragico lutto, deve farsene carico per prendersi cura di queste famiglie. Dal dolore non si scappa. E se scappi, quando ti fermi, questo dolore ti raggiunge e ti travolge. Non esiste un dolore più grande di un altro. Il dolore è uguale per tutti. Possiamo, però, forse fare qualcosa per condividere insieme questo dolore”.

Lo scopo di questi gruppi foraniali di Auto Mutuo Aiuto, serviranno a costruire un percorso, a partire da settembre, dove queste famiglie possano, appunto, condividere insieme il proprio dolore, recuperando la serenità interiore e costruendo una speranza che possa diventare impegno concreto.

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