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AMBIENTE

Legambiente, Comuni Rinnovabili 2018: Sannio terzo per impianti da energie pulite

Primeggia il Fortore per numero di comuni con impianti eolici. Pochi i territori con impianti geotermici (Torrecuso e Benevento), biogas (San Salvatore Telesino), fotovoltaico pubblico (Benevento), solare termico (San Nicola Manfredi) e idroelettrico (Sassinoro)

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Energie rinnovabili in crescita in Italia: è quanto emerge dal Rapporto Rinnovabili 2018 di Legambiente che registra, per quest’anno, la percentuale del 22,5% della produzione di energie pulite (distinte in bioenergia fotovoltaica, eolica, geotermica e idroelettrica) rispetto al 16,6% del 2017 rispetto ai consumi elettrici complessivi e in un contesto di crescita significativa di oltre il doppio negli ultimi dieci anni. Scarseggia, in generale, il peso dell’energia idroelettrica.

Ottima performance, in termini di bilancio energetico regionale, per la Campania dove nel 2016 le fonti rinnovabili hanno confermato un ruolo di primo piano sia per la produzione di energia elettrica che per produzione di calore con i circa 30 mila impianti (per la precisione 29.978) diffusi in tutti i comuni.

A farla da padrona è il solare fotovoltaico con il 98,2% degli impianti seguito dall’eolico con l’1,3% e da impianti idroelettrici e alimentati a biomasse.

I dati provinciali danno il Sannio al terzo posto per potenza da fonti rinnovabili installata. A primeggiare, invece, è Avellino anche in termini di produzione energetica, e non solo di energia trasferita e consumata, seguita da Salerno.

Escludendo il settore idroelettrico, secondo il Rapporto di Legambiente, sono 100 i comuni in Campania che grazie alle fonti rinnovabili producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie.

Nella provincia sannita il territorio che viene definito 100% elettrico è San Marco dei Cavoti con una forte preminenza di impianti eolici (che generano 19.592 kilowatt) seguiti dal fotovoltaico con 723 KW.

E’ Benevento, invece, tra i primi dieci comuni che utilizzano il solare fotovoltaico per l’edilizia pubblica con la produzione di 81 Kw di energia Questo tipo di impianti è presente complessivamente in 542 territori campani distribuiti tra famiglie e edilizia pubblica.

Tra i comuni sanniti che hanno investito, invece, nel solare termico per soddisfare il fabbisogno di energia termica nelle strutture pubbliche come scuole, uffici o palestre, c’è San Nicola Manfredi. In tutta la regione sono 412 i comuni del solare termico e di questi 221 sono piccoli comuni.

Più numerosi, invece, i territori, ricadenti soprattuto nell’area dell’alto Fortore, che hanno investito nell’eolico e sono Foiano di Val Fortore, San Giorgio La Molara, Ginestra degli Schiavoni, Baselice, Molinara, Mintefalcone di Val Fortore.

Ginestra degli Schiavoni e Foiano di Val fortore si distinguono, peraltro, anche per essere tra i primi 10 comuni campani 100% elettrici, cioè in grado di soddisfare il bisogno delle famiglie.

Sassinoro si caratterizza per la presenza di mini impianti idroelettrici con i suoi 1306 kilowatt di energia utilizzabile. L’unico sannita tra i 32 territori campani con impianti da fonte idrica.

Sono 14 in tutta la Campania i comuni che hanno investito nella geotermia per la produzione di calore a favore di case, scuole, centri commerciali. Tra questi per il Sannio si distinguono Torrecuso e la città capoluogo Benevento.

San Salvatore Telesino è l’unico territorio sannita inserito nell’elenco dei primi dieci comuni del biogas per potenza elettrica, in un quadro generale che vede 172 comuni campani possedere sul proprio territorio un impianto a bioenergie.

Insomma, ci sono buone premesse in Campania per orientare le politiche ambientali ed energetiche della Regione verso quelle che sono le proposte di Legambiente e in linea con la strategia energetica nazionale e l’accordo di Parigi: “un piano clima ed energia per un futuro 100% rinnovabile in grado di far raggiungere alla Campania gli obiettivi entro il 2030 e la decarbonizzazione entro il 2050; regole semplici e trasparenti per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili; incentivi all’autoproduzione finalizzata all’autosufficienza energetica di famiglie e piccole imprese; il recupero del patrimonio edilizio; un piano per la mobilità sostenibile.”

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