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Sassinoro, respinto il ricorso del Comune: per il Tar l’impianto di compostaggio si farà

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Nel ‘Paese dell’acqua’ si farà il mega impianto di compostaggio. Lo ha deciso ieri il Tar della Campania che ha respinto il ricorso del Comune di Sassinoro contro il decreto di autorizzazione rilasciato dalla Regione Campania. Per intenderci, stiamo parlando una struttura che dovrebbe accogliere circa 60 tonnellate di rifiuti organici al giorno. Una quantità equivalente alla produzione giornaliera dell’intero Sannio: circa 22mila tonnellate in un anno.

La notizia giunge dopo la protesta di associazioni e cittadini che lo scorso 27 marzo si erano riuniti per manifestare contro la realizzazione dell’impianto di trattamento della frazione umida. Il presidio era stato realizzato nell’area PIP di Sassinoro dove è in progetto l’insediamento, a breve distanza dal centro abitato e dalla diga di Campolattaro.

Per il Tribunale amministrativo, “la struttura non ha significativo impatto ambientale, essendo un impianto di messa in riserva, trattamento e recupero rifiuti per la produzione di compost”, visto che dovrà sorgere in una zona industriale. Inoltre, tra le motivazioni si legge che “l’autorità sanitaria intervenuta nel procedimento è l’Asl e che nessun elemento è stato addotto in ordine alla necessità di convocazione alla conferenza di servizi dell’Ente Idrico campano e che manca idoneo supporto probatorio a sostegno delle altre censure relative al mancato rispetto dei limiti distanziali dalle abitazioni e dal fiume Tammaro”.

Da oggi, dunque, c’è il via libera alla società partenopea che potrà completare gli investimenti.

“La nostra battaglia non si fermerà – ha spiegato il primo cittadino di Sassinoro, Pasqualino Cusano -. Il mio Comune e l’intera area del Tammaro confermano la posizione di contrarietà. Si tratta di uno scempio che si sta compiendo nei confronti di un territorio che fa della qualità dei prodotti agroalimentari e del paesaggio la sua principale forza. Queste decisioni vengono assunte solo sulla base di documenti, senza conoscere concretamente le esigenze e le peculiarità del nostro Sannio”.

Parole di rammarico, ma che non fanno trasparire alcuna volontà delle amministrazioni sannite di abbandonare la protesta. “Non finisce certo qui – ha concluso Cusano -. Andremo avanti sia con le azioni legali che civili per difendere il territorio. Nei prossimi giorni convocheremo una riunione istituzionale con tutti i sindaci dell’area del Tammaro per fare il punto della situazione e valutare insieme le nuove iniziative da mettere in campo”.

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