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La storia di Carmen, dal Sannio all’Iraq per l’istruzione dei bimbi rifugiati

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Assistere le popolazioni in casi di emergenza, come catastrofi e conflitti, favorendo lo sviluppo civile, economico e sociale. Ma anche realizzando progetti che integrino sicurezza alimentare e nutrizionale, acqua e igiene, salute e protezione. Questa la mission di COOPI, un’organizzazione umanitaria fondata a Milano nel 1965 da padre Vincenzo Barbieri, che ha tra i responsabili anche una sannita. Si tratta di Carmen Maddaloni, originaria di Sant’Agata de’ Goti, capo missione in Iraq.

La volontaria beneventana si trova a gestire una situazione durissima: si stima, infatti, che i profughi in movimento entro i confini siano circa 3,1 milioni, ai quali si aggiungono 239mila rifugiati siriani. La presenza di ordigni inesplosi rende inoltre difficile spostarsi per andare a scuola.

Per garantire a minori rifugiati e sfollati l’accesso all’istruzione anche in contesti di conflitti e violenze, COOPI – Cooperazione Internazionale realizza interventi di educazione in emergenza, come succede proprio in Iraq, dove la guerra prosegue dal 2013.

Per continuare a farlo, COOPI lancia la campagna “Aiuta un guerriero”, alla quale è possibile contribuire fino al 28 gennaio con sms e chiamate al numero solidale 45541.

I piccoli guerrieri sostenuti da COOPI sono quei bambini che ogni giorno in questi paesi sfidano minacce e pericoli per compiere quello che in altre parti del mondo è normale e scontato, come andare a scuola ed avere un’educazione.

Guerrieri come Yasmeen, 9 anni, volto e simbolo della campagna, che è fuggita dalla Siria e non ha mai potuto frequentare una scuola formale. Oggi vive in un centro commerciale abbandonato con la sua famiglia e altri centinaia di bambini e da alcuni mesi grazie a COOPI frequenta una scuola temporanea.

In Niger invece, nel 2016 ben 151 scuole situate lungo la frontiera con la Nigeria sono state chiuse. Si stima che nella regione di Diffa 32 bambini su 100 non vadano a scuola e solo il 35% degli alunni completi il percorso educativo.

Con i fondi raccolti COOPI garantirà quindi accesso all’istruzione a 3.000 bambini che in Niger vivono in accampamenti temporanei e a 1.200 minori in quattro villaggi vicino a Mosul in Iraq. COOPI allestirà in tendoni e container aule dotate di tutti gli arredi necessari, fornendo libri e materiale didattico e formando il personale scolastico; realizzerà inoltre latrine, cisterne, impianti di purificazione dell’acqua e dispositivi igienici per il lavaggio delle mani, riducendo così anche il rischio di malattie ed epidemie.

“Siamo consapevoli che offrire l’educazione in contesti di emergenza equivale a salvare vite – afferma Ennio Miccoli, direttore di COOPI – Laddove la guerra annienta le comunità facendole vivere nella paura e nella minaccia della violenza, le scuole costruite da COOPI offrono uno spazio sicuro di apprendimento che protegge l’integrità fisica e psicologica di bambini e ragazzi”.

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