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POLITICA

Il M5S: “Che vuole fare l’amministrazione Mastella con il gioco d’azzardo?”

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“Il M5S di Benevento ha svolto, nell’anno alle spalle, una funzione di stimolo nei confronti dell’Amministrazione sulla delicata questione del gioco d’azzardo patologico (GAP), spesso meno propriamente definito “ludopatia”.

Molti cittadini – si legge in una nota dei consiglieri comunali M5S a Palazzo Mosti, Nicola Sguera e Marianna Farese – ricorderanno le polemiche, amplificate da “Le Iene” sull’inaugurazione da parte del Sindaco di una sala slot e la “sparizione” di un Convegno rinviato sine die in cui era prevista la presenza di Nadia Toffa, autrice di un pregevolissimo libro sull’argomento (Quando il gioco si fa duro. Dalle slot machine alle lotterie di Stato: come difendersi in un Paese travolto dall’azzardomania, Rizzoli).

Nicola Sguera ha posto ripetutamente il problema nella Commissione presieduta da Molly Chiusolo, dopo lo stop (concordato) sulla redazione di un Regolamento, in attesa che si definisse un orientamento giurisprudenziale (in alcuni Comuni i Tribunali hanno “bocciato” i Regolamenti).

Il M5S di Benevento ora chiede con forza iniziative da parte dell’Amministrazione sul GAP. Da una parte l’intesa Stato-Regioni di inizio settembre mostra un mutamento di rotta a livello nazionale e la volontà di contrastare un fenomeno i cui effetti sono dirompenti sulla tenuta delle comunità (soprattutto quelle in sofferenza come la nostra), dall’altra esiste, in loco, già un soggetto che sta da oltre un anno portando avanti iniziative di sensibilizzazione e di contrasto: la Caritas.

«Nel Sannio il fatturato annuo è di 336 milioni di euro, 1400 sono le slot machine e 69 le attività dedicate al solo azzardo» (tre sale sono state aperte questa estate). Lo sportello “No azzardo” lanciato dalla Caritas non può essere l’unica risposta della città ad una piaga sociale.

Già prima dell’estate il M5S mise a disposizione di tutti i consiglieri la bozza di una mozione che impegnasse il Consiglio e la Giunta ad aderire al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” e a programmare una serie di iniziative: insieme con l’ASL, lanciare un ciclo di attività informative, formative e di sensibilizzazione rivolte agli alunni delle scuole primarie e secondarie e ai cittadini mirate sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo; la promozione, sempre attraverso l’Asl locale, di campagne informative circa l’esistenza di terapie mirate e specifiche per chi soffre di dipendenza dal gioco e campagne di informazione per le famiglie dei giocatori affetti da tale tipo di dipendenza, affinché siano edotti sugli strumenti esistenti per difendere il giocatore ed i suoi familiari dalle gravi conseguenze della loro patologia sul patrimonio familiare; l’attivazione di una politica di sgravio fiscale che premi gli esercenti che si impegnino a non installare slot macchine–video lottery nei propri locali, o a rimuovere quelle installate; il sostegno, una tantum, la promozione di questi esercizi commerciali offrendo, ad esempio, la possibilità di utilizzare, in maniera gratuita, spazi pubblicitari di pertinenza comunale per le proprie attività produttive; l’obbligo, nel rispetto della normativa vigente, gli esercenti che non vorranno aderire alla campagna “no slot-machine” a posizionare vicino a tali apparecchi, in maniera ben visibile, un cartello che ne segnali la pericolosità e la possibile causa di dipendenza.

La sfida più ardua – concludono Farese e Sguera – sarebbe, ovviamente, l’adozione di un Regolamento comunale che includa norme più restrittive per l’apertura di future attività commerciali, che prevedano al loro interno l’uso di apparecchi elettronici o terminali atti al gioco d’azzardo e la disincentivazione, e maggior controllo, di tutte quelle attività commerciali che ad oggi vedono al loro interno la presenza di apparecchi. Non sappiamo se questa Amministrazione è in grado di affrontare questa sfida. Come cittadini ci auguriamo che almeno ci provi.

Per ora chiediamo alla Presidente della Commissione Chiusolo di calendarizzare quanto prima la discussione sull’argomento, senza indugi ulteriori, e a tutti i consiglieri di rispondere positivamente a tale appello. È grave che la Caritas debba fronteggiare in solitudine un’emergenza che dovrebbe sollecitare le coscienze a prescindere dalle appartenenze politiche. Sarebbe assai triste che si volesse glissare, voltandosi dall’altra parte, tutelando indirettamente l’interesse di pochi”.

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