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CULTURA

Benevento, si torna a parlare di “Cultura in movimento”. Del Vecchio: “La città non è pronta ad accogliere i turisti”

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A Benevento la cultura è in movimento, viaggia dritta verso il 2020 e punta, grazie all’intervento dello stato e alla progettualità del territorio, all’aumento del flusso turistico. Fino ad allora però c’è da lavorare su interventi strutturali e su servizi di gestione.

Per questo proseguono gli incontri promossi dall’assessore alla Cultura del Comune del capoluogo, Raffaele Del Vecchio, con la consulta degli operatori culturali e turistici, gli ordini professionali e l’Università del Sannio.

Una sinergia di intenti che dovrà portare ad aggiornare il “software” cittadino per migliorare la qualità della progettazione ed intercettare sempre nuovi finanziamenti per implementare l’“hardware”.

“I dati in crescita del flusso turistico a Benevento – ha commentato Del Vecchio – rappresentano un segnale positivo, ma al tempo stesso la presenza di turisti in città ci ha fatto capire che non siamo ancora del tutto pronti”.

L’obiettivo, dunque, è quello di far divenire il capoluogo sannita una città smart: capace cioè di accogliere turisti e offrire servizi che potrebbero indurli a pernottare, prolungando così la loro permanenza in città.

“Un esempio è la questione relativa alla chiesa di Santa Sofia – ha spiegato l’assessore -, il ruolo di attrattore che svolge il complesso Unesco non è più compatibile con le esigenze della parrocchia. C’è bisogno che tutti diano una mano nel creare le condizioni per lo sviluppo”.

Si tratta in sostanza di un circolo virtuoso che se attivato nella maniera corretta dovrebbe portare, soprattutto, ad una crescita dell’occupazione nel settore cultura. Per migliorare però non bastano solo i monumenti, ma c’è bisogno di creare un network tra tutte le eccellenze del Sannio.

Propositi brillanti che, associati agli interventi ministeriali, avranno certamente una ricaduta notevole sul territorio. L’unica incognita resta la tempistica: “Noi siamo pronti e stiamo migliorando la qualità dei progetti – ha concluso Del Vecchio – attendiamo solo i finanziamenti statali”.

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