POLITICA
Elezioni comunali a Roma. Viespoli: “Ballottaggio decisivo per la destra italiana”

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«Tutto inizia e finisce a Roma: se Alemanno vince dimostrerà a posteriori che ha sbagliato chi alle ultime elezioni ha puntato ad asfaltare la destra, perchè avrebbe potuto invece vincerle, queste elezioni. Se Alemanno perde, non perde solo un sindaco uscente, ma si chiude un ciclo storico ventennale apertosi nel ’93».
Lo dice all’Adnkronos Pasquale Viespoli, già capogruppo di Coesione nazionale al Senato, ex sottosegretario al Lavoro di An.
Viespoli ora è impegnato con l’associazione MezzogiornoNazionale a ricucire i rapporti all’interno della destra che aveva trovato nella candidatura di Gianfranco Fini contro Francesco Rutelli il trampolino di lancio per entrare nel gioco della grande politica dopo decenni di emarginazione.
«L’eclissi della destra – aggiunge l’ex sottosegretario al Lavoro- non riguarda solo il “mio” mondo di provenienza, ma tutto il centrodestra. Il PdL, nell’era delle larghe intese, è risucchiato in una sorta di “centrismo 2.0”: una singolare nemesi per un partito nato, come del resto il Pd prima di lui, all’insegna del bipolarismo e della vocazione maggioritaria».
Secondo Viespoli, che conta sulle dita di una mano i senatori “di destra” presentati ed eletti nel partito guidato da Silvio Berlusconi, il PdL «sostiene un governo che può essere l’embrione di un nuovo progetto politico con parte del Pd. È un governo senza storia, e fuori sono rimaste le storie della destra e della sinistra. Questo è un punto che non riguarda il passato, ma il futuro del sistema.
Un punto sul quale la riflessione con gli amici che vengono da An (Moffa, Malgieri, Landolfi, Nania, Storace, Menia e tanti altri) si sta approfondendo. E di sicuro, dopo queste elezioni amministrative e a partire dall’autunno prossimo, qualcosa di nuovo dovrà accadere perché c’è uno spazio politico e culturale privo di voce e di rappresentanza».