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Dipendenti 118. Altrabenevento: “Solo in apparenza è l’ennesimo caso di lavoratori senza stipendio”

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Sulla vertenza dei lavoratori del 118, senza retribuzione da mesi, interviene anche il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona per il quale “la vicenda in apparenza sembra solo l’ennesimo caso di lavoratori senza stipendio, cosa drammatica comunque soprattutto in questo periodo, ma che non fa notizia più di tanto. Ed invece, se si tenta di capire qualcosa oltre le apparenze, si scoprono cose ben diverse.

Le ditte concessionarie, – spiega Corona in una nota – la Modisan e la SANI.T. fanno presente che, secondo contratto, la ASL dovrebbe accreditare i fondi per gli stipendi con un ritardo massimo di novanta giorni, ed invece ha accumulato un arretrato pari a 5 mesi che diventano sei con quello di agosto oramai alla fine. Il Direttore generale della ASL, Michele Rossi, risponde come fanno normalmente gli amministratori dei servizi pubblici, cioè limitandosi a negare ogni responsabilità, facendo notare, in modo un po’ sibillino, che i circa 40 dipendenti di una delle ditte incaricate, la Modisan, sta pagando gli stipendi, mentre l’altra, la SANIT, da tre mesi lascia i suoi lavoratori senza salario. E’ uno strano ragionamento che non si capisce a cosa serve. Sta di fatto, che la ASL è in ritardo con i pagamenti. Ma la questione è un po’ più complessa, naturalmente.

Alcuni dipendenti della SANIT – prosegue il presidente di Altrabenevento – che pressantemente hanno chiesto un nostro intervento pur sapendo che non siamo un sindacato, ci fanno notare che la società per la quale lavorano, non può anticipare i soldi per pagare tutti gli stipendi arretrati perché ha dovuto sostituire a sue spese 8 ambulanze che non erano più idonee al servizio perché hanno superato il numero dei chilometri consentiti. Secondo il contratto, il capitolato di appalto la ASL avrebbe dovuto acquistare con propri fondi 3 ambulanze nel 2009, altre 4 nel 2010 e le ultime quattro nel 2011, ma non lo ha fatto. Dicono quelli della SANIT che hanno dovuto provvedere loro a mettere a disposizione del servizio otto ambulanze mentre per le altre tre camminano ancora grazie alla manutenzione che la ditta garantisce. Dalla ASL, non ufficialmente, fanno sapere che le ambulanze le deve garantire la SANIT perché avrebbe vinto la gara proprio per l’offerta migliorativa che consisteva nell’impegno a fornire undici ambulanze in aggiunta alle altre undici messe a disposizione dalla Azienda Sanitaria.

Ed è proprio la gara di appalto – aggiunge Gabriele Corona – uno degli elementi più inquietanti di questa strana storia, oggetto di due ricorsi da parte della ditta Croce Amica che già gestiva il servizio prima dell’affidamento alla Modisan-SANIT. La società ha fatto ricorso al TAR sostenendo che la ASL non può assegnare il servizio a “ribasso” perché non si può scendere al di sotto del costo del lavoro. Secondo i calcoli di Croce Amica solo per pagare gli stipendi per i servizi richiesti e posti a base della gara di appalto, sono necessari 12 milioni e 400 mila euro e quindi non si può garantire il servizio complessivo con meno di 10 milioni, come invece è stato previsto con il contratto firmato tra ASL e Modisan-SANIT. Il TAR e poi anche il Consiglio di Stato hanno accolto, seppur in parte, le tesi della “Croce Amica” ma nulla è cambiato. Anzi c’è da dire che la ASL aveva bandito la nuova gara, ma poi improvvisamente ha annullato la procedura e non l’ha più avviata.
Vi è infine il capitolo che riguarda gli altri costi necessari per garantire il servizio che non si capisce a chi fanno carico. Ad esempio il costo per il fitto dei locali degli undici presidi tra i quali due a Benevento città, e poi Airola, Cerreto Sannita, Foiano, Morcone, San Giorgio del Sannio, Ginestra degli Schiavoni. Quanto costano e chi paga?.

Il direttore Generale della ASL, Michele Rossi, – conclude il presidente di Altrabenevento – deve fare chiarezza su tutti gli aspetti di questo servizio 118 che costa 4 milioni di euro all’anno, ma intanto deve accreditare i soldi per gli stipendi arretrati perché, comunque, i lavoratori non possono pagare per appalti contestati, sentenze non rispettate e strane interpretazioni contrattuali”.

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