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Provincia di Benevento

Abolizione Provincia, approvati alla Rocca due documenti sull’incostituzionalità dell’art. 17 e contro l’UPI

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I presidenti e i rappresentanti di alcune Province italiane che si oppongono agli accorpamenti di questi Enti disposti dall’art. 17 del Decreto Legge n. 95 del 2012 hanno concluso nel primo pomeriggio le sessioni di lavoro, che si sono tenute a Benevento, presso la Rocca dei Rettori, il monumento longobardo – rinascimentale sede della Provincia.

Al termine dei lavori, che erano stati voluti e promossi dal presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile, sono stati approvati due distinti documenti che recepiscono l’ampia discussione della giornata, sviluppatasi alla presenza, tra gli altri, dei Deputati Costantino Boffa e Mario Pepe.

Nel primo dei due Documenti si ribadisce a tutti i senatori ed ai deputati, ai capigruppo dei partiti del Senato e della Camera, ai Presidenti di Camera e Senato la richiesta di stralcio dell’art. 17 per palesi fattori di incostituzionalità e per la insussistenza delle motivazioni di necessità ed urgenza.

I Presidenti e i rappresentanti delle Province di Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Barletta-Andria-Trani, Chieti, Crotone, Fermo, Gorizia, Isernia, Latina, Lodi, Matera, Pescara, Piacenza,Pordenone, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Teramo, Trapani, Varese, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, riuniti nella sede della Provincia di Benevento, alla Rocca dei Rettori, il giorno 20 luglio 2012, alle ore 10.30 per l’esame dell’art. 17 del Decreto Legge n. 95 del 2012 (“Spending Review”), approvano il seguente Documento: «Avanziamo a tutti i senatori ed ai deputati, ai capigruppo dei partiti del Senato e della Camera, ai Presidenti di Camera e Senato la nostra richiesta di stralcio dell’art. 17 per palesi fattori di incostituzionalità e per la insussistenza delle motivazioni di necessità ed urgenza; Chiediamo, in via subordinata, che l’art.17 venga riportato ad una dimensione di provvedimento di spesa e che pertanto individuati gli obiettivi di carattere economico da raggiungere, sia affidata agli enti locali ed alle Regioni l’iniziativa dell’adozione degli interventi da attuare per raggiungere tali obiettivi, anche attraverso la revisione dell’assetto e della organizzazione territoriale delle Province e dei Comuni; Chiediamo che venga bloccato l’ulteriore tentativo da parte del Governo di definire criteri di taglio lineare e puramente dimensionali delle nostre Province; Chiediamo all’UPI che sia immediatamente denunciata la incostituzionalità dell’art.17 del Decreto Monti e che sia sospesa ogni disponibilità a collaborare col Governo Monti sulla riorganizzazione e il riassetto delle Province, perché il Decreto non ha accolto alcuna delle fondamentali richieste avanzate dall’UPI (dalle funzioni delle Province al coinvolgimento delle stesse nei processi di riorganizzazione, dall’elezione diretta degli organi provinciali all’assetto delle Aree Metropolitane). Denunciamo in particolare il tentativo portato avanti con questo Decreto, in continuità col Decreto “Salva Italia”, anche con gli insopportabili tagli imposti alle Province, di svuotare e cancellare il ruolo delle Province anche attraverso il loro “strangolamento” finanziario. Chiediamo ai Governatori delle nostre Regioni di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale l’art.17 del Decreto Monti per palese incostituzionalità»

In via subordinata, i firmatari auspicano che l’art.17 venga riportato ad una dimensione di provvedimento di spesa e che pertanto siano individuati gli obiettivi di carattere economico da raggiungere, affidando agli enti locali ed alle Regioni l’iniziativa dell’adozione degli interventi da attuare per raggiungere tali obiettivi, anche attraverso la revisione dell’assetto e della organizzazione territoriale delle Province e dei Comuni.

Nel secondo documento, inviato direttamente all’Unione delle Province Italiane, si manifesta la profonda delusione per il comportamento della stessa Upi. Nello stesso documento viene denunciato che l’Upi si è contraddetta in modo palese, allorché ha violato le decisioni assunte a voti unanimi dalla ricordata Assemblea Generale.

Infine le Province firmatarie annunciano di essersi costituite in Comitato Permanente.

 

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