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CRONACA

Fallimento pastificio Amato: arrestato il vicesegretario nazionale dell’Udeur

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C’è anche Paolo Del Mese, ex deputato ed ex presidente della sesta Commissione Finanza della Camera ed attuale vicesegretario nazionale dei Popolari Udeur, tra i nomi delle cinque persone destinatarie oggi delle ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica ed eseguite militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, nell’ambito della complessa indagine relativa al fallimento dello storico pastificio salernitano “Antonio AMATO” .

Oltre al vice di Mastella, ai domiciliari anche Giuseppe Amato, 38 anni, amministratore di fatto della fallita Antonio Amato spa, Mario del Mese, amministratore di fatto della Ifil C & D srl, Antonio Anastasio, consigliere provinciale e capogruppo del PdL Principe Arechi, Simone Labonia, avvocato, già presidente della società comunale di cartolarizzazione Salerno Patrimonio.

A carico degli indagati vengono contestate, a vario titolo, ipotesi di reati fallimentari, di natura distrattiva e dissipativa, che hanno contribuito – se non determinato – in via principale, il tracollo della predetta società già esponente dell’eccellenza dell’iniziativa industriale non solo locale, addirittura sponsor della nazionale italiana al campionato mondiale di calcio del 2006.

Gli indagati sono ritenuti responsabili di aver sottratto, nel corso degli anni, in assenza di valide ragioni economiche e/o in maniera assolutamente non congrua e coerente rispetto alla controprestazione offerta, ingentissime disponibilità economiche dal patrimonio della fallita complessivamente quantificabili in circa 10 milioni di euro, soprattutto in un momento storico in cui il dissesto finanziario era ormai di vastissime proporzioni.

In particolare, le investigazioni condotte dalle Fiamme Gialle hanno rivelato che le casse del Pastificio Amato sono state fatte oggetto di una sistematica e continua opera di svuotamento a favore di soggetti che non avevano titolo alcuno a ricevere denaro ovvero a favore di professionisti che, pur in presenza di un titolo commerciale astrattamente idoneo a giustificare la ricezione di compensi per prestazioni rese, ne hanno ricevuti in misura ritenuta assolutamente non congrua rispetto alle prestazioni stesse.

Il “dissanguamento” delle casse societarie, è continuato anche in una fase avanzata di decozione, quando, come alcuni indagati hanno avuto modo di precisare nel corso degli interrogatori resi in fase di indagini, la società non riusciva a pagare neanche gli stipendi ai dipendenti. Le risultanze emerse dai complessi accertamenti info-investigativi hanno evidenziato, inoltre, che i soggetti attinti da provvedimento custodiale, tutti appartenenti all’entourage dell’ex parlamentare, Del Mese Paolo, benché privi (ad eccezione di Amato Giuseppe 1974), di incarichi dirigenziali all’interno della fallita, hanno formato nella stessa una vera e propria “casta”, definendo ed attuando le scelte e le politiche gestionali, con la collaborazione e l’appoggio endogeno del “delfino” della famiglia Amato, prepotentemente ed inequivocabilmente emerso agli atti di indagine, al di là della carica formale, come l’amministratore di fatto della “Antonio Amato S.p.a.”, quantomeno a far data dal settembre del 2008.

Nel medesimo contesto operativo, sono state disposte perquisizioni domiciliari finalizzate al sequestro di disponibilità finanziarie e di beni mobili di particolare pregio da considerarsi come il profitto delle condotte distrattive e dissipative penalmente rilevanti perpetrate in danno della fallita Antonio AMATO S.p.a.

Infine, la Procura della Repubblica ha, altresì, disposto il sequestro preventivo, in via d’urgenza:
– della quota di partecipazione che la ESA Costruzioni S.p.a., detiene nel GRUPPO ESA S.r.l. e delle disponibilità finanziarie rinvenute sui rapporti bancari intestata alla prima società, fino a concorrenza dell’importo di € 540.000,00, costituente la somma ricevuta dalla fallita in assenza di rapporto causale sottostante;
– dell’AMAVEBO S.r.l. (complesso aziendale ed intero capitale sociale), agenzia di viaggio di fatto riconducibile ad AMATO Antonio (classe 1985) , in quanto costituente profitto (mediato) delle condotte di dissipazione poste in essere in danno della fallita;
– delle quote costituenti l’intero capitale sociale della IFIL C&D S.r.l., società di fatto amministrata da DEL MESE Mario, quale profitto (mediato) delle condotte di dissipazione poste in essere in danno della fallita.

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