Scuola
I docenti del liceo “Giannone” salutano la dirigente Maria Felicia Crisci

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Il prof. Amerigo Ciervo a nome di tutti i docenti del liceo classico “P. Giannone”, di Benevento ha voluto rivolgere un saluto alla dirigente Maria Felicia Crisci che, dal prossimo anno scolastico, si godrà la meritata pensione:
“In ventitre anni di “Giannone” -scrive – ho avuto modo di lavorare con una serie abbastanza lunga di presidi. Con tutti ho stabilito rapporti cordiali e con nessuno ho avuto problemi.
Maria Felicia la conosco dal 1972. E’ la “geopolitica”, diciamo così, ad averci fatto incontrare. Siamo originari della stessa zona (la valle caudina) e abbiamo militato nella stessa area politica.
Nel 2000, diventa la preside del liceo “Giannone”. E’ la prima donna a diventarlo, nei duecento anni di storia. Ed è lei che ricorderà il bicentenario. A ben riflettere, sembra quasi il segno di un destino. Felicia è stata, infatti, sempre tra le protagoniste del dibattito sulla questione femminile e sempre al centro delle lotte per un’emancipazione non di facciata.
Guida l’istituto più antico della città e della provincia con mano ferma. Porta con sé un bagaglio – oltre che di solidi studi, di buone letture e di esperienze didattiche di assoluta qualità – di idee e di progetti che, diversamente dai suoi predecessori, ha il tempo di far discendere dalla platonica “pianura della verità” e di innervare “in corpore vili”. Riesce a trasformare in profondità il liceo classico, credendo profondamente nella forza dirompente, sul piano didattico-educativo, sia di quegli astrusi strumenti che riempiono le giornate intere dei nostri giovanissimi “nativi digitali” che dei linguaggi extra-verbali, senza per questo spostarsi, neppure d’un millimetro, dalla mission della scuola che si trova a dirigere nell’ultima fase della sua carriera,
Cara preside, Cara Maria Felicia, – prosegue il prof. Ciervo – più volte ti ho anticipato della mia volontà di scrivere un breve saggio che vorrei intitolare “De dirigentis inutilitate”. Voglio dirti, in questa occasione, che fino ad oggi non sono ancora riuscito a scriverlo. Senza togliere nulla agli altri dirigenti – tutti ugualmente degni – non posso non ammettere che, se del saggio ci sono finora solo il titolo e un mazzetto di pagine bianche, gran parte del merito è stato tuo. Fosse solo per una questione di aritmetica. Ma noi sappiamo che la vera dimensione della nostra esistenza si gioca sul piano qualitativo, non su quello quantitativo. Ed è soprattutto per questa “qualità” che intendiamo dirti grazie e augurarti una vita serena e piena di quelle passioni che hanno riempito la nostra gioventù e che ancora attendono di essere vissute.
Quanto al mio saggio, infine, l’augurio che rivolgo al liceo è che, in futuro, esso (il saggio, non il liceo) continui a restare soltanto un titolo. Con un esiguo mazzetto di pagine bianche”.