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Salute

Sanità in Campania: 140mila ricoveri impropri l’anno, tagli del 20% al personale

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Una sanità allo sbando: punto per punto, nero su bianco, in un lungo dossier di 94 pagine preparato della Cisl Campania ecco tutte le criticità del settore.
Si parte dai posti letto. Sono 2.402 i posti di emergenza tagliati, ma dei 953 posti per la riabilitazione e la lungodegenza nemmeno l’ombra. La media nazionale è di 4 posti ogni mille abitanti, in Campania sono 3,4, con punte di 1 ogni mille nelle Asl Napoli 2 e 3. Tanti i ricoveri impropri in reparti per acuti di pazienti che dovrebbero essere curati in Day Hospital, con assistenza domiciliare o in strutture di lungodegenza o riabilitazione.

Il danno economico è enorme: una giornata di ricovero in acuto costa 700, una in riabilitazione circa 250, l’assistenza domiciliare circa 100 al giorno. E, secondo i conti della Cisl, sono oltre 140mila i ricoveri impropri all’anno, circa il 12 percento. E poi il problema del personale: negli ultimi 3 anni in Campania c’é stata una riduzione del 20 percento. Soltanto nella Provincia di Napoli, in quattro anni, tagli di 5mila unità. A questi bisogna aggiungere gli ulteriori 900 esodi entro giugno 2012. Le carenze sono del 25 percento, con punte del 50 percento in ospedali di frontiera come il Loreto Mare. E intanto aumentano i contratti precari.

Mancano anche le attrezzature: in tutta la Napoli 1, oltre a un apparecchio al presidio intermedio di Corso Vittorio Emanuele, non risultano risonanze magnetiche in strutture pubbliche. In diversi Ospedali, per esempio nel Vecchio Pellegrini, mancano anche il filo da sutura o le lenzuola sterili per i pazienti e il toner per stampare i referti medici. Infinite le liste di attesa, da record nazionale: al Vecchio Pellegrini per un intervento ordinario l’attesa è di circa 9 mesi, con picchi di oltre 1.000 giorni per la chirurgia della mano. Al Loreto Mare si aspettano anche 8 mesi per l’asportazione di un utero fibromatoso come conseguenza del blocco dei ricoveri determinato dall’emergenza barelle.

Guai anche per il 118, secondo la Cisl. Per un codice verde o bianco il paziente deve chiamare la Continuità assistenziale di zona che risponde a un numero differente da quartiere a quartiere. Dai dati Cisl emerge poi che a Napoli ci sono solo 12 ambulanze con medico, infermiere e autista in servizio h24. Troppe invece le strutture: il parametro standard è una Struttura complessa su 13.515 abitanti, in Campania è 1 su 6.132.

E poi il problema dei pronto soccorso: chiusi quelli di Cto, Incurabili e San Gennaro, resta fermo al palo il cantiere dell’Ospedale del Mare. Solo formali gli accorpamenti di strutture dove spesso ci sono molti doppioni e, in alcuni casi, premi a management per gestioni palesemente fallimentari.
Altre criticità denunciate: circa 35 mila documenti contabili che non è possibile recuperare, tanti legali di fornitori impegnati nel recupero crediti che operano ‘frazionamenti’ del credito per ricavarne onorari più elevati e infine tanta conflittualità con il personale di comparto e dirigenziale.

 

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