Scuola
Daniela Basile: “No alle Scuole pubbliche come aziende. Aderiamo alla mobilitazione nazionale del 21 aprile”

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Daniela Basile, esponente del Comitato Insegnanti Ata Precari sanniti, inteviene in una nota su alcuni provvedimenti legislativi che riguardano le istituzioni scolastiche. In particolare, scrive la Basile: “Il 4 aprile scorso il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’art. 8 del PdL 146 "Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione" in base al quale a partire dall’anno scolastico 2012/2013, le istituzioni scolastiche statali potranno organizzare, a titolo sperimentale, concorsi al fine di reclutare il personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali.
Tale provvedimento – dichiara l’insegnante – costituisce un modo assolutamente incostituzionale per introdurre la chiamata diretta nelle scuole non solo lombarde ma di tutta Italia considerato che tale principio sperimentale presto potrebbe essere adottato dalle Regioni di centro destra che da anni tentano di aziendalizzare la scuola pubblica, tra queste spicca la Campania .
Questo provvedimento esautora il sistema di reclutamento nazionale basato sulle graduatorie provinciali (uniche a
garantire trasparenza e merito in quanto frutto di concorsi e abilitazioni) , limita fortemente la libertà d’insegnamento dei docenti asservendoli ai Dirigenti scolastici dei singoli istituti che avranno diritto di “vita e di morte” sui neoassunti sempre più precarizzati e fa aumentare il rischio di clientelismo e nepotismo nella selezione dei docenti.
A questo va aggiunto – prosegue la nota che il governo tecnico Monti, non eletto su mandato popolare, continua a portare avanti la politica di smantellamento della scuola pubblica italiana , avviato in precedenza dal Governo Berlusconi . Proprio in questi giorni è in discussione alle Camere un provvedimento che se approvato trasformerebbe gli istituti scolastici in piccole aziende in cui le decisioni saranno pilotate dalle direttive del dirigente scolastico manager e delle fondazioni o le aziende private che entreranno di fatto nei singoli plessi. La democrazia sarebbe fortemente messa in discussione e per gli stessi studenti verrebbe a decadere il diritto di eleggere un proprio rappresentante e di riunirsi in assemblee.
Per tutti questi motivi, insieme ai coordinamenti di lavoratori precari della scuola di tutta Italia, viene espressa la più assoluta contrarietà a qualsiasi attuazione dell’art. 8 del PdL 146 e alle proposte di legge in discussione alle Camere, aderendo alla manifestazione nazionale di protesta indetta a Milano sabato 21 aprile”.