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Valle Vitulanese

Emergenza neve: a Pontelandolfo impazza la polemica

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Dopo quattro giorni di neve, freddo e gelo, è stato raggiunto dai soccorritori Addona Michelangelo, più noto in paese come “Pichèzza”, autoctono abitatore della Montagna di Pontelandolfo, ultimo rappresentante delle genti vissute alla località Guancia, il piccolo agglomerato di case antiche adagiato alle falde di Monte Calvello (mt. 1017 s.l.m.).

La turbina resa disponibile dall’Amministrazione Provinciale di Benevento, seguita dall’automezzo della Croce Rossa e dal coordinatore della Protezione Civile, nella serata di lunedì 6 febbraio ha finalmente abbattuto il muro di neve di oltre due metri che divideva la località Guancia dal resto del mondo.
 

Pichèzza, ottantaquattro anni compiuti nello scorso mese di gennaio, che ha espresso parole di meraviglia per la visita inaspettata, ha rassicurato i soccorritori sul suo stato di salute e di approvvigionamento alimentare. Poi ha invitato i soccorritori ad entrare in casa e di per condividere un bicchiere di vino e un pezzo di salsiccia comodamente seduti al caldo dinanzi camino acceso.
 

Una storia che si è conclusa bene, che forse per Michelangelo non ha mai avuto inizio, ma che ha determinato apprensione per quattro interminabili giorni. Il Sindaco Testa è riuscito a mantenere un contatto telefonico fino a poche ore prima del “salvataggio”. L’improvviso silenzio dovuto ad un guasto telefonico ha fatto temere il peggio. Ma alla fine tutto si è risolto per il meglio.

E mentre la neve continua a cadere con una certa intensità, in paese infuria una polemica feroce anche sui canali del social network per una cattiva gestione dell’emergenza. L’Amministrazione Comunale e il Gruppo Comunale di Protezione Civile hanno ribattuto colpo su colpo alle urgenze e ai casi più difficili, oltre ad adoperarsi in una costante e dispendiosa attività di rimozione della neve lungo le strade dell’intero territorio.

E’ incomprensibile che mentre una metà dell’Italia viene messa in ginocchio da un evento eccezionale, a Pontelandolfo infuria la polemica e scatta una disputa violenta che vede messi sotto accusa, ingiustamente diciamo noi, l’Amministrazione Comunale e il Gruppo della Protezione Civile.

Nelle Marche, in Abruzzo, nel Molise, in Irpinia, nel nostro Sannio, vi sono paesi interi che risultano bloccati e dove da giorni manca l’acqua e la corrente elettrica. I Sindaci chiedono gli aiuti del caso per l’impotenza nella gestione dell’emergenza in atto per carenza di uomini e di automezzi idonei, ma ancora non sono stati raggiunti dai soccorsi.

A Pontelandolfo tutto quello che si poteva fare è stato fatto e si sta facendo. Se in alcune contrade è mancata l’acqua e la corrente elettrica il Comune, che ha prontamente allertato gli Enti gestori dei servizi di erogazione dell’acqua e di fornitura dell’energia elettrica, è esente da responsabilità.

Tulle le località, seppur comprensibilmente a fatica per l’eccezionalità dell’evento, sono state raggiunte dai mezzi di soccorso. La Polizia Municipale in sinergia con i Carabinieri della locale Stazione si sono prodigati con impegno encomiabile nel portare soccorsi ai bisognevoli. Gli uomini della Protezione Civile non hanno fatto mancare medicinali e beni di prima necessità agli anziani, ai malati. In questo momento non vi è una strada comunale che non sia stata liberata dall’enorme ingombro nevoso. Tutte le energie fisiche e le potenzialità economiche sono state messe in campo con grande senso civico. Quel senso civico che è mancato in una parte della popolazione, seppur rappresentata da un gruppo sparuto di personaggi, “i soliti ignoti” diciamo noi, che da sempre hanno vissuto ai margini della vita sociale del paese e mai hanno dato un contributo serio alla crescita civile della comunità.
 

Se delusione c’è, è l’Amministrazione Comunale che è fortemente amareggiata per aver dovuto riscontrare, un atteggiamento polemico e non propositivo di una parte della popolazione che ancora una volta non ha fatto scattare quella solidarietà necessaria per meglio affrontare la criticità in atto.

Gabriele Palladino

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