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POLITICA

Sanità a Benevento, manager sanniti

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Riunione serale e superamento dell’impasse nonostante gli ovvi attriti politici, in particolare con l’Udc. Si è chiuso il capitolo relativo alla tornata di nomine in tema di sanità regionale e se il discorso appunto rientra in una logica da puzzle per evidenti motivi di opportunità, la Giunta regionale retta da Caldoro a Benevento ha destinato due nomi… sanniti.

Invertendo l’onere del compito per Michele Rossi, destinato all’Asl Bn1 dall’azienda ospedaliera Rummo dove ricopriva il ruolo di commissario e prima ancora quello di manager ‘reggente’ dopo la conclusione dell’esperienza Lanzetta; pescando ex novo dall’elenco degli aventi diritto proprio per l’azienda ospedaliera stessa, dove va a ricoprire il ruolo apicale un altro personaggio ben conosciuto al mondo istituzionale locale, e cioè Nicola Boccalone (curriculum e motivazioni sono ospitati stamani in un articolato pezzo del Mattino, edizione locale).

***

Inseriti a buon diritto nell’albo regionale dei manager dai quali, solo per confermare la regola della ‘normalità’ di una nomina, sono stati prescelti, Rossi e Boccalone vantano comunque una primogenitura: rappresentano, nei tempi moderni di questa politica, la prima coppia locale ai vertici della sanità cittadina.

a) Sarà che la venuta di Caldoro nel Sannio con una così alta frequenza nell’ultima settimana dopo mesi di istituzionale latitanza lo ha convinto della bontà di eventuali scelte autoctone.

b) Sarà che il complesso intreccio politico sotteso soprattutto a questo settore ha trovato uno scioglimento efficace.

c) Sarà che è venuta meno quella prospettiva ‘napolicentrica’ che è sempre stata rimproverata ai vertici regionali quando hanno dovuto orientarsi in certe scelte.

La risposta è a scelta, ovviamente (propenderemmo per la seconda…).

Non viene però meno oggi quel che è stato vero in passato: le nomine nella sanità rispondono certo a criteri manageriali (l’alibi dell’albo), ma sono soprattutto politiche. E’ una logica invalsa per i governi di qualsiasi colore, in regione. E’ stata rispettata anche stavolta (non senza strepiti soprattutto da parte dell’Udc), viste le preferenze accordate a professionisti ascrivibili ad una precisa area politica: meno roboante per Rossi, posizionatosi in maniera progressiva e solo a prima vista impercettibile (comunque dato ‘vicino’ alla De Girolamo), più lampante per Boccalone, che ha ricoperto ruoli e cariche istituzionali marcatamente di parte pur nei loro risvolti ‘tecnici’ (city manager, ad esempio). E che, giusto per rimarcare un aspetto stridente con la sua attuale collocazione sullo scacchiere cittadino, è esponente di una frazione del centrodestra sannita, quella che – richiamandosi a Viespoli – si oppone in maniera netta alla leadership della deputata Nunzia De Girolamo, in Regione richiamata dalla presenza di Luca Colasanto. Si può parlare, dunque, per il Pdl a Benevento, di un boccone per metà amaro, per quanto indorato dall’accordo che devono aver raggiunto Caldoro e Cosentino a Napoli.

La sanità è un bacino elettorale inestimabile (per questo ci si accapiglia…), ma anche un settore critico, quello più critico e che ai campani costa, per citare un solo esempio, in maggiorazioni fiscali non proprio gradite, frutto dell’allegria della spesa. Un settore quindi dove la scure dei tagli alla spesa e quella delle cosiddette razionalizzazioni impongono ed imporranno scelte difficili, che vanno governate sì con competenza ma anche con un qual certo piglio d’autorità. La miscela di questi due fattori potrebbe aver orientato, dunque, le nomine effettuate. Ed aprire il solco con un settore, quello delle parti sociali (i sindacati), sempre particolarmente sensibile ai temi della propria strutturazione lavorativa armonizzata col rispetto della salute pubblica.

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