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CULTURA

Benevento, la prima estate dell’Unesco e il silenzio dei villeggianti

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Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, dovremmo avere imparato a conoscerlo, noi plebaglia senza cultura di Benevento. Per un solo motivo. Un motivo che si chiama: “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Era il 25 giugno (…sembra l’attacco di un ‘pezzo’ degli Squallor d’un tempo).

“Monte Sant’Angelo (13.205 abitanti), il centro più elevato del Gargano (843 m.), – si legge nelle note di presentazione sul sito del comune dedicato all’aspetto turistico – è situato in mirabile posizione panoramica su uno sperone meridionale del promontorio con la vista aperta a ovest sul Tavoliere e a sud sul golfo di Manfredonia… L’intera suggestione della sua storia si fonde appunto con la consacrazione e le vicende di una chiesa dedicata nel 493 – secondo la tradizione – all’arcangelo Michele… . Secondo una più recente tradizione la chiesa sorse nella seconda metà del sec. VI su una più antica badia basiliana, nel quadro di una riorganizzazione politico-religiosa del ducato longobardo di Benevento, che fece della chiesa di S. Michele il santuario nazionale dei Longobardi del Mezzogiorno italiano. Da quest’epoca perciò esso diventa meta di una intensa tradizione di pellegrinaggi che si è continuata fino ai nostri giorni” (da: www.turismomontesantangelo.it: visitate, e poi giudicate. Ovviamente con un facile confronto locale).

Dalla mitica data post-solstizio del calendario gregoriano, se si sfoglia il sito internet del nostro comune, troviamo – trionfale conferenza stampa a parte – il nulla assoluto che ricordi l’Unesco. Fatto salvo l’addobbo del campanile di Santa Sofia, che è ancora lì. Monumento all’interesse caduto – o quantomeno, e certamente, abbandonato.
Ma troviamo anche il nulla che ricordi ci sia stata l’estate in città, alleviata da qualche manifestazione che abbia favorito aggregazioni o partecipazioni o invogliato afflussi.

Per dire, leggiamo assieme quel che il comune di Monte Sant’Angelo ha approntato quanto a manifestazioni estive:

17-24 luglio
– Teatro Civile Festival;
21-24 luglio – Festambiente Sud;
23 luglio – Raduno dei Suonatori di Tarantella;
31 luglio – Peppino Prencipe in concerto per l’UNESCO;
2-3-4 agosto – Musica Popolare;
2 agosto – Cantori di Carpino;
3 agosto – Rione Junno – Bisca Rock Taranta-Rave;
4 agosto – Li Sammecalere – Teatro Monte;
8-11 agosto – Monte Free Spirit;
8 agosto – “Soltanto …mia”, Sabrina Carnevale tributo a Mia Martini;
9 agosto – Senza resa – The official Vasco Rossi cover band;
10 agosto – “American Soul”, Cheryl Nickerson, ‘The story of black music’;
11 agosto – Damadelizia – Rock TV Cover band;
8-11 agosto – Tornei sportivi: Calcetto in acqua – volley – calcio balilla;
12 agosto – Letture sceniche per “Cose da pazzi”;
13 agosto – Notte Medievale al Castello (a cura dell’Associazione “Insieme per…” – Centro Culturale “Terra dell’Arcangelo”);
14 agosto – Rappresentazione teatrale “Matrimonio ai frutti di Mare”, 1° premio internazionale “Il Convivio Mattinata 2011” (di Antonio Giardino – Giuseppina Simone);
17-18 agosto – XVI Edizione Torre dei Giganti (a cura dell’Associazione “ARCI” Nuova Gestione);
19 agosto – Orchestra “I Suoni del Sud”- Note di Celluloide;
20-21-22 agosto – 1° Festival Maria della Pace (con la partecipazione di Lucia Frattaruolo; a cura del Centro Sociale “San Michele Arcangelo”);
4 e 16 agosto – Serate Danzanti presso la palestra scoperta Istituto Comprensivo “Vincenzo Amicarelli”.

In città tutto ha taciuto in attesa della messianica ed elitaria ‘Città Spettacolo’. E tutto ha taciuto forse per l’impennata dei costi di questa manifestazione, riverberatisi in un raddoppio dell’impegno economico del comune capoluogo (da 60.000 a 121.000 euro).

Dunque, proprio in un’estate baciata dalla congiunzione astrale del Patrimonio Mondiale dell’Umanità abbiamo dovuto registrare una decisa contrazione della capacità d’attrattiva esercitata dall’ente sui suoi amministrati, e sui possibili flussi esterni, in barba alle roboanti dichiarazioni sul valore aggiunto (al nulla, a quanto pare) del dato Unesco. Vero è che festicciuole e festini hanno talora rappresentato, in un convulso e disarticolato sviluppo, uno dei riflessi più evidenti di ammaestramento di stampo clientelare o elettoralistico; vero è anche che lo zero assoluto ha disatteso molte buone intenzioni e le vie di mezzo, come sempre, sono sconosciute.

 

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