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POLITICA

Tutti per il Sannio: 11 luglio, sospendere il consiglio comunale di Benevento

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Nella concitata agitazione della mobilitazione organizzata davanti la discarica, la mattina successiva alla firma dell’ordinanza da parte di Caldoro che distribuisce tonnellate di rifuti napoletane alle tre province di Benevento, Caserta ed Avellino, la prima reazione da parte delle istituzioni provinciali è stata quella di convocare, seduta stante, un consiglio provinciale aperto e straordinario.

A contrada Nocecchie di S. Arcangelo Trimonte, in una location dove le nere montagne di spazzatura ed i campi biondi di grano convivono, i rappresentati della Rocca dei Rettori lunedì 11 alle ore 10 celebreranno un’assise con un unico, ma cruciale punto all’ordine del giorno: l’emergenza rifiuti alla luce dell’ordinanza Caldoro, che stabilisce lo sversamento in discaricae di 100 tonnellate al giorno di frazione umida tritovagliata proveniente dall’impiato di Tufino (Napoli).

In queste ore si sta giocando, tra l’indifferenza di molti, una partita cruciale per il futuro del Sannio. Riempire Sant’Arcangelo Trimonte con i rifiuti di fuori provincia vuol dire mettere in ginocchio le nostre terre ed aprire le porte ad un’emergenza. Scenari come quelli che vediamo per le strade di Napoli, apocalittici per la loro assurda inciviltà, potrebbero presentarsi anche nel Sannio, verde terra che non ha mai avuto grandi problemi nel gestire la sua produzione di rifiuti.

Di sicuro 500 tonnellate di spazzatura in più, nell’unico lotto disponibile di una discarica franata e sotto sequestro, significa sottrarre spazio ai rifiuti sanniti e costringere la Provincia, già dalla prossima settimana a stringere accordi per portare il proprio carico fuori regione. A costi elevatissimi. Non si scende al di sotto dei 140 euro a tonnellata, solo per l’ingresso dei rifiuti in altre discariche. Se qualcuno pensa che questa emergenza sia un problema solo di Napoli e del piccolo paese di Sant’Arcangelo, non considera che questi costi saranno pagati da tutti i cittadini con un diffuso aumento della fiscalità generale.

Ma lunedì, quasi in contemporane, c’è un altro appuntamento per la città di Benevento: riprendono le discussioni del consiglio comunale sul PUC, il piano urbanistico che ridisegnerà il volto della città.

Emergenza rifiuti e Puc, due argomenti che potrebbero segnare il futuro delle nostre terre.
Ugualmente importati, essenziali, ma con tempistiche diverse. L’emergenza rifiuti avanza di ora in ora, mostra il suo volto in un crescendo temporale. Le discussioni sul Puc hanno tempi più dilatati: da martedì sono aperte le osservazioni di una maratona stoppata giovedì pomeriggio. Sono passati circa 40 anni per arrivare alla sua possibile approvazione.
In una classifica non di importanza, ma di urgenza, non gestibile, in quanto imposta dall’alto, riflettiamo sull’opportunità che il sindaco e il consiglio comunale di Benevento non decidano, per opportunità politica, istituzionale e soprattutto per il futuro dei cittadini per cui sono chiamati a governare, di sospender per poche ore la seduta di lunedì mattina sul piano urbanistico e di recarsi a Sant’Arcangelo Trimonte, maggioranza e minoranza unite, per prendere parte al Consiglio Provinciale e contribuire alla soluzione di uno dei problemi più gravi, se non il più grave, che il Sannio del ventunesimo secolo, è chiamato ad affrontare. Accogliendo così anche l’appello del Presidente Cimitile che ha invitato tutti e 78 i Sindaci del Sannio affinché intervengano a questi lavori, perchè “il problema non è affatto confinato nella sola cittadina di Sant’Arcangelo Trimonte: infatti, una volta saturata quella discarica l’intero Sannio andrà nel caos rifiuti in stile napoletano.”

Anche la bella ‘Benevento Unesco’, la Benevento città cultura, la Benevento delle nuove costruzioni, dei parchi fluviali e delle case per le giovani coppie, perderebbe il suo fascino per colpa di qualche tir carico di immondizia napoletana e potrebbe diventare protagonista delle pagine di cronaca non per la splendida chiesa longobarda, ma per i cittadini costretti tra le strade, anche le nuove strade, frutto della nuova regola urbanistica, a camminare in un grottesco e patetico slalom tra i sacchetti di spazzatura.
Per non parlare – come ricordato – della questione economica e dell’aumento delle tasse per il conferimento dei nostri rifiuti fuori regione. Nel Sannio non c’è più posto. Altri, forti di un’ordinanza, hanno riempito tutto.

 

 

 

 

 

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