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POLITICA

Nicola Sguera: perché voterò Antonio Medici e ORA

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Con la nota che segue, e pubbichiamo integralmente, Nicola Sguera, docente ed animatore dell’ambiente culturale locale, ha ufficializzato la sua posizione politica in vista sdelle prossime amministrative. Ecco, appunto, la sua riflessione-manifesto.

***

Premessa

«Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti». Rubo queste parole meravigliose ad un italiano, cittadino del mondo, Antonio Gramsci. Esse mi spingono ad espormi, a dichiarare “dove sto”, “con chi sto”, “contro chi sto…” Dante Alighieri condanna gli ignavi, fuori dall’Inferno, indegni persino di esso, a seguire quella bandiera che non vollero seguire in vita per l’eternità. Io, senza assolutizzarle, ho sempre ritenute necessarie le bandiere. Per questo mi schiero pubblicamente nell’aspra competizione cittadina, con un’unica remora: un educatore deve essere “di parte”? Alla fine ho risposto di sì. Non si può non esserlo. È più un onesto di un falso terzismo… E ho cercato, dunque, di chiarire a me stesso perché non solo voterò convintamente ma perorerò la causa di Antonio Medici e di ORA.

Nell’esperienza di ORA confluisce, a mio avviso, la parte migliore di questa città, pur riconoscendo la presenza di persone di valore, oltre che di cari amici, negli altri schieramenti. Ma in questa lista, pur nata nell’emergenza, ritrovo la società civile beneventana delle battaglie più nobili di questi anni, ma anche uomini e donne che testimoniano il dramma del lavoro precario, le contraddizioni ma anche l’entusiasmo della condizione giovanile, e l’esperienza vitale del “grillismo”, come ambientalismo senza compromessi e democrazia senza deleghe.

Tre sono i motivi fondamentali della mia scelta, ma tutti con un comune denominatore: nell’epoca in cui quasi tutti i programmi appaiono in buona parte condivisibili, la differenza è data dagli uomini e dalla loro coerenza, dalla loro capacità testimoniale, a partire dal candidato sindaco Antonio Medici e dalla capolista Sandra Sandrucci.

1. ORA della legalità
Carmine Nardone giustifica la sua discesa in campo soprattutto in nome della difesa della “legalità” nei confronti di un blocco di potere politico-imprenditoriale che presenta diverse ombre. Posso essere d’accordo sui dubbi. Ma, mi chiedo, è coerente farlo con Clemente Mastella, il cui sistema di potere è al vaglio di vari processi? Perché non votare Tibaldi allora? Perché a Piazzetta Vari c’era il sig. Cosentino a presentarlo, con undici, dico undici, avvisi di garanzia pendenti su di lui… Solo Medici e gli uomini della lista ORA testimoniano (non predicano) cosa significhi legalità. Persone che hanno pagato in prima persona i loro “no” alla connivenza, alla complicità, come Salvatore De Toma.

2. ORA della terra
Al centro del programma di ORA c’è l’ambiente, come patrimonio da tutelare ma anche come potenziale risorsa. Ancora una volta, però, la differenza è nel “chi” dice queste cose: uomini e donne, come Camillo Campolongo, Pasquale Casciello, Vincenzo Fioretti, Luca Zolli, che l’ecologia, l’agricoltura biologica, la difesa dei diritti degli animali le praticano da sempre, le “incarnano”, amici della terra e della natura in tutte le sue manifestazioni.

3. Lab ORA
ORA potrebbe essere il seme di una fioritura della politica cittadina che ne metta in discussione la sclerosi galoppante. A destra come a sinistra i partiti si rivelano potenti macchine di gestione o conquista del potere. La selezione della classe dirigente avviene per biechi motivi di “quantità” (i voti spesso familistici, il denaro da investire). Si tratta di personaggi per lo più privi dell’abc della cultura politica, senza utopie, senza sogni. Nella maggior parte dei casi la politica è considerata la strada maestra per uno “scatto di carriera”… I “grandi valori”, esaurita la fase della “rettorica” elettorale, vengono riposti nel cassetto per cinque anni… Questo vale, e rammarica dirlo, anche per i partiti di sinistra, ostaggio di politicanti professionisti, che hanno deposta ogni ragione ideale (il che è dimostrato dai repentini cambi di posizionamento politico che tanto sconcerto hanno destato in questi mesi). Il mio auspicio è che ORA possa divenire laboratorio di una nuova, buona politica, sfruttando l’entusiasmo di giovani come Stefano Mastrocinque o Carol Ruggiero.

Conclusione

Molti obiettano: ma è una lista testimoniale… Esatto! È una lista di “testimoni”, per questo credibile. Altri dicono: ma che senso ha lottare contro gli invincibili apparati di potere? Io rispondo, con Eraclito, che chi non crede nell’impossibile non lo raggiungerà mai.

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