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CULTURA

‘Si vuol essere un punto di riferimento sul tema, senza altre promesse’

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Vicenda “Fermenti” (la casa discografica del Comune di Benevento e della discordia), capitolo Ernesto Razzano. Con questa nota, che crediamo chiuda il cerchio, replica ad El Kozeh.
***

 

“Non riesco a immaginarmi quanta gente sia effettivamente interessata a questa discussione tra me e Jean Pierre El Kozeh intorno a Fermenti…

 

E credetemi non è proprio tra le mie priorità esistenziali portare avanti polemiche, per cui spero si possa giungere a termine , ma forse in piena campagna elettorale sono io quello fuori luogo. Ringrazio Jean Pierre per la stima espressa sulla mia competenza in materia musicale, so che è sincera perché espressa anche in tempi passati, e proprio per questo vorrei pesasse un po’ di più anche nel merito delle questioni, altrimenti rischia di dissolversi in una banale pacca sulla spalla, di cui negli anni ho imparato a fare a meno. Nell’ulteriore replica di El Kozeh non riscontro nulla di nuovo rispetto al suo intervento precedente, a cui credo di aver dato già delle motivazioni qualche giorno fa. Come El Kozeh noterà e credo apprezzerà non sto facendo ricorso ad argomenti che lui stesso temeva come scontati, ma il tentativo è di andare nel merito. In un paese che è in campagna elettorale da 17 anni, qual è il momento più adatto per fare un’iniziativa senza polemiche, coinvolgendo i giovani musicisti? Si è pensato alla primavera/estate, un po’ come si fa dagli anni Sessanta a questa parte…

 

Però, battute a parte, anche la polemica potrebbe apparire sospetta…..vista la tempistica e la perseveranza, su un progetto che certamente, a bando concluso, sarà maggiormente dettagliato, come tutti i cittadini che hanno partecipato alla conferenza stampa hanno potuto apprendere. E’ stato chiaramente affermato che in quanto a comunicazione e distribuzione si lavorava per un piano ad hoc sul prodotto e sul gruppo da promuovere rendendo noti i costi, che comunque non abbiamo mai detto essere esorbitanti, anzi al contrario. Io e Jean Pierre sulla musica abbiamo un approccio diverso, lui ha vissuto in vario modo un ambiente che è quello delle grosse etichette, io ho vissuto il mondo delle auto-produzioni, delle piccole etichette, dei live in ogni tipo di spazio. E’ vero, come egli afferma, che un’ etichetta è un’azienda e va organizzata seriamente, non è assolutamente vero che non c’è differenza tra multinazionale e ambito indipendente. Qualche anno fa la partecipazione al Festival di Sanremo di una band come gli AfterHours andava proprio nel senso di rappresentare tutto il circuito alternativo a quello delle grosse produzioni, per dare visibilità a un mondo vivace e diffuso, nel cuore delle città, nei piccoli paesi di provincia, nei locali, nelle cantine appunto, un circuito fatto di etichette medie e piccole, di radio che dedicano spazio a tutti quelli fuori dalle multinazionali, di uffici stampa, e agenzie di booking. Ogni anno a Faenza a fine Novembre si trovano tutte queste realtà al Meeting delle Etichette Indipendenti (MEI) che vede l’esibizione di 400 gruppi in 3 giorni, come sintesi e fotografia di una scena nazionale ai più nascosta.
E’ il progetto però che definisce il percorso, la serietà del progetto caro Jean Pierre non dipende dai soldi investiti. Il bando è partito il 2 aprile, ed è stato presentato.

 

Mi sto sforzando di non scadere nella polemica proprio perché non ho interesse a farlo e questo spazio voglio sfruttarlo per continuare a far conoscere un possibile percorso concreto per i giovani musicisti, un percorso che non garantisce gloria, soldi, fama, ma la possibilità di suonare forse un po’ in più. La partecipazione a questa commissione a titolo gratuito di tutti quindi anche di Alessandro Finaz della Bandabardò e Leziero Rescigno dei La Crus può essere una prova di qualità e serietà del progetto non solo del valore della commissione, sono due musicisti che non hanno nessun legame con la città, se non la fiducia e la stima nello sforzo che si sta facendo di renderla una città di riferimento per il circuito indipendente. 

 

Come ribadito in precedenza si cerca di dotare il Comune di una sorta di ufficio musicale, di punto di riferimento per i progetti di tante band, che però non promette sogni a nessuno. Oltretutto evidentemente i bandi si possono disertare e si può cercare di essere legittimamente prodotti da etichette nazionali e internazionali se si ritiene questo progetto inadeguato. D’altra parte la fortuna delle etichette la fanno i gruppi, difficilmente è il contrario, ma pur sapendo che il Morgana non è il Cavern, che Benevento non è Liverpool, e che Frammenti certamente non sarà la Emi/Apple vogliamo creare umilmente un’opportunità nuova”.

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