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CRONACA

Situazione rifiuti ancora preoccupante a Napoli

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Nonostante il conferimento di circa 1050 tonnellate, resta preoccupante la situazione rifiuti a Napoli città. Cumuli di immondizia sono tornati ad ammassarsi agli angoli delle strade e lungo le arterie principali. Secondo la stima fornita dall’assessore comunale all’Igiene Paolo Giacomelli, sono oltre 1200 le tonnellate di spazzatura in strada, grosso modo l’equivalente della produzione di un giorno. Cifre confutate dall’ufficio flussi regionale che, pur non minimizzando il problema, le considera sovrastimate. A ogni modo, tonnellata più, tonnellata meno, il problema c’é ed è visibile agli occhi dei napoletani. Il riemergere della crisi è diretta conseguenza della chiusura temporanea della discarica di Chiaiano (la cui riapertura è attesa nei prossimi giorni) e della difficoltà da parte degli impianti a lavorare i quantitativi ingenti di rifiuti che vengono loro destinati. Con la riapertura di Chiaiano – si sottolinea dall’ufficio flussi della Regione – si dovrebbe completare quel lento recupero delle giacenze non smaltite con il ritorno alla normalità. A ogni modo la struttura regionale invita i cittadini a non peggiorare la situazione smaltendo rifiuti ingombranti, se non nelle modalità corrette, e ad attuare la raccolta differenziata. Meno ottimista l’assessore Giacomelli: "La situazione – dice – è molto preoccupante. Ieri la città ha smaltito meno di quanto produce in un giorno. Una ventina di compattatori sono rimasti carichi e per strada rimangono 1220 tonnellate". L’assessore punta l’indice contro il sistema regionale reo "di non riuscire – sottolinea – ad assorbire la quantità di rifiuti prodotti". "Ieri, ad esempio – spiega – avevamo autorizzato a conferire 100 tonnellate a Battipaglia, ma i nove compattatori sono tornati indietro perché l’impianto non è stato in grado di accoglierli. Altre 500 tonnellate di rifiuti erano dirette all’impianto di Giugliano e di queste ne abbiamo potuto conferire solo 385 perché gli impianti non riescono ad assorbire la grande quantità di rifiuti prodotti dalla provincia, in particolare hanno problemi a lavorare la frazione secca. Se non si fa ripartire l’impianto di Caivano – è la previsione che fa Giacomelli – fermo da un paio di mesi, c’é il rischio nei prossimi giorni di una emergenza ancora più grave di quella di Natale". Per fortuna vanno meglio le cose in provincia dove non si segnalano situazioni di particolare criticità.

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