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Arcos e gli artisti del Premio Razzano, un ‘sospiro di sollievo’

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Il Levante di recente ha pubblicato un bell’articolo a firma di Margherita Ranaldo che ritrae l’insieme costituito dal museo Arcos e dall’esposizione dei giovani artisti legati al Premio Razzano con una partecipazione tale da far arrossire chi ha in loco questi aspetti sotto gli occhi e, semplicemente, li chiude.
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Fino al 28 febbraio nella struttura beneventana espongono giovani e giovanissimi protagonisti del premio Mario Razzano.
Arcos è acronimo di ARte COntemporanea Sannio. È un museo, uno spazio espositivo aperto nel 2005 a Benevento (città di volte e archi e soprattutto dell’Arco, di Traiano), nei sotterranei del Palazzo del Governo, tanto vasti e robusti da divenire durante gli anni della Seconda guerra mondiale rifugio antiaereo e deposito di materiale di soccorso, residuati bellici, materiali di risulta. In omaggio alla città, alla sua cifra urbanistica e alla struttura stessa dei locali, non poteva chiamarsi diversamente questo museo il cui nome, per essere pronunciato, mima un respiro. Respirare, infatti: questo vuol dire avere in una piccola città di provincia un grande (millecinquecento metri quadrati) e importante museo. Arcos non ospita tuttavia installazioni e opere permanenti, si apre al pubblico solo quando c’è da mostrarsi e purtroppo i progetti in cantiere sono sempre di meno.
La storia recente di questo spazio racconta di esperienze brillanti, ma anche di oscillazioni pericolose, in perfetta e triste sintonia con le vicende di molti musei italiani e soprattutto quelli di arte contemporanea della Campania. Si tira un sospiro di sollievo, dunque, nel vederlo aperto fino a fine febbraio, per ospitare le opere di giovani e giovanissimi artisti italiani che hanno partecipato alla Quarta edizione del Premio Mario Razzano 2010 costituitosi, a partire da quest’anno, “Biennale di Benevento” come previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto dall’Ente Provincia di Benevento e dall’Associazione Proposta che ne cura la realizzazione.
Le volte tufacee sembrano avvolgere il visitatore in un morbido ma sostanzioso abbraccio. La sostanza di mura che raccontano una storia collettiva importante da ricordare a centocinquanta anni dall’Unità d’Italia: la costruzione dell’imponente palazzo del Governo fu decisa infatti alla fine del 1886 dalla Deputazione Provinciale di Benevento per farne la sede della Provincia istituita 26 anni prima, il 25 ottobre 1860 da Giuseppe Garibaldi, mentre ancora il Re delle Due Sicilie non si era arreso alla Unificazione e il destino della stessa era effettivamente ancora incerto: da Benevento invece, era stato cacciato il Rettore che governava la città papalina per conto del Pontefice.
La sostanza odierna, più attuale, racconta di altre esperienze collettive, quella della mostra di inaugurazione del museo “…O luna tu…” nel 2005, quando ospitò, per fregiarsene degnamente e omaggiarne la città tutta, le opere dei più importanti artisti contemporanei italiani ed esteri, passando per “Artifici contemporanei e difformità barocche” del 2009, fino a questa ultima collettiva di giovani e talvolta giovanissimi, che ha visto Valentina Vetturi vincere il prestigioso premio Razzano, ma tutti gli artisti esprimere idee innovative e qualità elevatissima. Alla fine di febbraio Arcos chiuderà i battenti, fino alla prossima boccata d’ossigeno.
Fonte | Margherita Ranaldo, Il Levante | www.levanteonline.net