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POLITICA

‘La mole di pratiche al Genio Civile è ostacolo allo sviluppo dell’economia locale’

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E’ da più di un anno che il Consiglio Regionale con la L.R. n° 19/2009, Piano Casa, ha introdotto l’Autorizzazione Sismica per le costruzioni edilizie. Per farsi una casa o riparare le strutture di una esistente è necessario pagamento di una tassa, consegnare il progetto al Genio Civile che concede l’Autorizzazione Sismica dopo aver esaminato il progetto, solo dopo si possono iniziare i lavori.
“Si tratta certo di una cosa giusta – ricorda in una nota difusaf agli organi di informazione Gianpiero Marrone, responsabile Infrastrutture e Territorio, Trasporti ed Energia, Pd sannita – per evitare disastri e vittime come ad esempio nel terremoto in Abruzzo. Purtroppo però il personale del Genio Civile è ridotto nel numero e nelle professionalità adeguate al caso e la mole di lavoro è aumentata. Il risultato è devastante, i progetti giacciono al Genio Civile senza essere esaminati, anche per nove mesi, il tempo di una gravidanza. I cittadini quindi non possono vedere iniziati i lavori della loro casa, le imprese non lavorano, i tecnici lo stesso e l’economia locale va in crisi. A metà anno scorso si è cercato di porre rimedio in due modi: mediante la formazione di una short list di professionisti esterni al Genio Civile a cui affidare l’esame dei progetti; individuando i cosiddetti Lavori Minori per i quali è sempre necessario chiedere l’Autorizzazione Sismica ma l’iter è quello di un tempo e cioè più breve. Dell’impiego dei professionisti della short list non vi è traccia e le autorizzazioni dei Lavori Minori non decollano. Nello scorso mese di novembre la Giunta Regionale propone una procedura semplificata per le Autorizzazioni Sismiche richieste entro il 31 dicembre 2011 e ancora ferme, ma i problemi restano”.
Lo stato (calma piatta…) delle cose potrebbe essere aggiornato, secondo l’esponente del Pd, semplicemente “aumentando e formando il personale. A questo punto, vista l’inerzia, è necessaria una mobilitazione di tutti gli attori in campo partendo dai Sindaci i quali dovrebbero pensare che questo ritardo nell’inizio dei lavori delle opere pubbliche che interessano i loro territori, rischia di far perdere i finanziamenti. Come dipartimento infrastrutture del PD provinciale ci stiamo attivando per organizzare una mobilitazione sull’argomento che coinvolga i Sindaci, l’ANCE, gli Ordini Professionali, le Associazioni Sindacali e più in generale tutti i cittadini che hanno a cuore questo tema”.

 

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