Valle Caudina
Franchini: centro storico, uno sviluppo strozzato

Ascolta la lettura dell'articolo
Ha come motivo di fondo una serrata critica all’attuale amministrazione comunale della cittadina caudina in termini di ricaduta ed incentivazione dello sviluppo locale la nota che il presidente del Consorzio “Il Borgo” di Montesarchio, Carlo Franchini, ha inviato agli organi di informazione. Nella quale Franchini, vestendo appunto i panni di “rappresentante di circa settanta proprietari di immobili del centro storico di Montesarchio”, si pone “alla luce di tutto il lavoro svolto a partire dal dicembre 2006, quando il Consiglio Comunale di Montesarchio approvò il “Piano Colore” ed il relativo Bando Pubblico preliminare, dopo aver completamente appoggiato e presentato in varie sedi questo programma amministrativo secondo cui il ‘territorio antico e tradizionale è al centro della proposizione amministrativa’, seri interrogativi – oggi più doverosi che mai vista la scelta politica del Sindaco in PDL che chiude la filiera politica istituzionale – : quali sono le motivazioni e/o gli impedimenti che, tutt’oggi, bloccano l’assegnazione delle somme oltreché il normale prosieguo dell’iter di valorizzazione del Centro Storico di Montesarchio? Perché, l’Amministrazione Comunale della Città di Montesarchio, dopo aver completato tutte le procedure previste dalla Regione Campania e consegnato la documentazione richiesta in data 15 novembre 2007, non si fa assegnare i fondi Perché il momento congiunturale è valido solo per alcuni progetti e non per altri?
Forse i 15.278.846,56 di euro per gli interventi ricadenti nell’ambito del Programma di Valorizzazione ed i 5.985.036,62 di euro esterni a tale ambito ma interni alla zona “A” del PRG, possono diventare un modo semplice ed efficace per far ridiventare “Montesarchio” il centro del commercio, della cultura e del turismo?
Forse non ci si rende conto che tale difficoltà, limitando il recupero e la riqualificazione del tessuto urbanistico, impedisce l’accrescimento della competitività dei sistemi urbani per il rafforzamento della coesione sociale; crea un enorme disagio alla comunità in termini di produzioni di servizi che creano rete, oltre che, nell’immediato, ad aziende, attività artigianali di restauro, studi tecnici, etc; penalizza “fortemente” la riconversione delle piccole imprese, dell’artigianato locale, etc; vieta il recupero e/o la costituzione di percorsi straordinari caratterizzati da facili e semplici accessi a spazi, a borghi, a contesti storico-urbanistici “caratterizzati”.
Mentre l’amministrazione usa i bambini per raccontare il vanesio risultato della sua attività, non capisce che molti residenti sono pronti ad investire la loro parte perché fortemente motivati a preservare le radici di bellezza e cultura di Montesarchio. Questa amministrazione crede di distrarci con piccole ed insignificanti apparenze di facciata. Mica vogliamo fare la stessa fine della sede per la “Libera Facoltà di Scienze Turistiche” o, peggio, del vaso di Asteas?