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Jean Pierre El Kozeh: “Sull’inchiesta al Comune, tranne molti bisbigli c’è stato il silenzio di un’intera città”

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Jean Pierre El Kozeh operatore culturale sannita interviene con una nota in cui dichiara: “Ho in questi giorni inutilmente atteso che qualcuna delle numerose associazioni, degli intellettuali, dei rappresentanti della società civile, dei movimenti giovanili e studenteschi, delle associazioni di categoria  che a vario titolo sono protagonisti della vita civile della nostra Città prendesse una posizione o almeno esprimesse un commento o una valutazione pubblica rispetto alla vicenda che ha coinvolto il Sindaco della nostra Città e decine di altre persone tra esponenti politici, funzionari e dirigenti del Comune ed imprenditori.

Invece, eccetto sporadici casi e molti bisbigli, il silenzio.
Probabilmente – prosegue El Kozeh – i beneventani non hanno ben compreso cosa evidenziano le accuse della Procura:  che la loro Città (ed il loro futuro) è stato svenduto ed il loro territorio è stato spalancato alle fameliche attenzioni di aziende provenienti da zone intrise di malaffare.

Se il beneventano non riesce a svegliarsi, a reagire quando viene minacciata la propria casa, la propria famiglia, il futuro dei propri figli è evidente che non ci sarà mai la possibilità che questa comunità diventi degna di tale nome.
Ci si riempe ad ogni occasione la bocca di antiche e gloriose discendenze, sannite, romane, longobarde eppure nessuna di queste civiltà sembra abbia lasciato in noi  l’orgoglio dell’appartenenza e della difesa del proprio”io collettivo” e del proprio territorio.
Prende invece il sopravvento l’atavica sudditanza al “potente” figlia, probabilmente,  di qualche secolo di dominazione papalina.

Eppure è sotto gli occhi di tutti che negli ultimi anni gli episodi di criminaità, anche efferata, sono palesemente aumentati. E alcuni di questi avevano, per modus operandi, evidenti matrici camorristiche. Ed oggi scopriamo dagli atti che il tessuto produttivo della nostra Città è stato contaminato dalla presenza di aziende casalesi. È quanto scritto nelle motivazioni delle misure restrittive comminate dalla Procura al Sindaco e a vari esponenti della maggioranza che governa Benevento.

Nonostante ciò – continua la nota – le dimissioni dalla carica pubblica, che dovrebbero essere d’obbligo per qualsiasi persona che che abbia un minimo di decenza, vengono derubricate con nonchalance a normale contrapposizione dialettica tra maggioranza ed opposizione.
Insomma, tenendo presente che le indagini sono andate avanti oltre due anni e che hanno evidentemente approfondito eventi precedenti di almeno un altro paio di anni è  l’intero periodo amministrativo di Pepe che viene messo sotto accusa e con esso delegittimati tutti gli atti amministrativi prodotti, le sue stesse ultime elezioni e, probabilmente, anche le primarie del PD.

Al netto di un garantismo peloso o di facciata dovrebbe essere quindi proprio questa grande forza politica a cercare di eliminare ogni ombra avviando, parallelamente al processo giudiziario, il processo democratico che restituisce al popolo la facoltà di scegliere che, altrimenti, i cittadini di una Città normale pretenderebbero a gran voce. A Benevento, invece, – conclude El Kozeh – al momento bisbigliano!”.
 
 

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