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Autonomia differenziata, Castelpoto con le Regioni Campania e Puglia nel ricorso alla Corte Costituzionale
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Il Comune di Castelpoto prende posizione sul futuro dell’autonomia differenziata e sceglie di schierarsi “a tutela dell’unità della Repubblica, dell’uguaglianza dei diritti e della coesione economica e sociale tra i territori”. Con la deliberazione della Giunta comunale firmata due giorni fa, l’amministrazione guidata dal sindaco Vito Fusco – presidente provinciale del Pd – ha espresso il proprio sostegno politico-istituzionale all’iniziativa promossa dalle Regioni Puglia e Campania, rappresentate rispettivamente dai governatori Antonio Decaro e Roberto Fico, in materia di autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario.
Un atto di indirizzo che assume un significato particolare per una comunità delle aree interne del Beneventano, dove la disponibilità dei servizi pubblici, le difficoltà demografiche, la carenza di personale qualificato e la necessità di garantire opportunità ai giovani rappresentano questioni decisive per la tenuta sociale ed economica del territorio.
La deliberazione non si limita a una dichiarazione di principio. Il documento individua una serie di richieste rivolte al Governo, al Parlamento e alle Regioni, affinché il percorso di attuazione dell’autonomia differenziata sia sottoposto a verifiche approfondite e non comprometta, direttamente o indirettamente, la possibilità per i cittadini di accedere a prestazioni e servizi adeguati indipendentemente dal luogo in cui risiedono.
Il punto centrale della posizione assunta da Comune beneventano è chiaro: il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia alle Regioni, previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, non può essere considerato un obiettivo fine a sé stesso, né può prescindere dalle conseguenze sull’intero sistema nazionale.
La Giunta richiama i principi costituzionali di uguaglianza formale e sostanziale, solidarietà, sussidiarietà e unità della Repubblica, sottolineando che l’autonomia territoriale deve essere esercitata in modo compatibile con la tutela dei diritti fondamentali e con l’esigenza di garantire condizioni effettive di pari opportunità a tutti i cittadini.
Nel documento viene evidenziato il rischio che una maggiore differenziazione delle competenze, se non accompagnata da adeguate garanzie finanziarie e da efficaci meccanismi di perequazione, possa accentuare gli squilibri già esistenti tra le aree del Paese.
Il problema, secondo l’impostazione della deliberazione, non è negare in assoluto il principio autonomistico riconosciuto dalla Costituzione, ma evitare che la sua attuazione produca un sistema nel quale le possibilità di accesso alla sanità, all’istruzione, ai trasporti e all’assistenza sociale risultino condizionate dalla ricchezza del territorio di appartenenza.
È proprio questa la preoccupazione che attraversa l’intero provvedimento: impedire che le differenze economiche e fiscali tra le Regioni si trasformino in differenze sostanziali nell’esercizio dei diritti.
L’atto firmato da Fusco dedica ampio spazio ai divari strutturali che continuano a interessare il Mezzogiorno. Occupazione, redditi, sanità territoriale, istruzione, infrastrutture, trasporti e servizi sociali sono indicati tra gli ambiti nei quali persistono difficoltà che incidono concretamente sulla qualità della vita delle comunità meridionali.
Particolare attenzione viene riservata ai piccoli Comuni, come Castelpoto, chiamati a garantire servizi essenziali in un contesto spesso caratterizzato dalla diminuzione della popolazione residente, dalla carenza di professionalità tecniche e amministrative e dalla crescente difficoltà di sostenere i costi dell’organizzazione dei servizi.
Per le aree interne e montane, questi problemi si intrecciano con lo spopolamento, la denatalità e l’emigrazione giovanile e professionale. La perdita di residenti riduce la base demografica ed economica delle comunità, mentre la dispersione degli insediamenti e le distanze dai principali centri di servizio rendono più complessa l’erogazione delle prestazioni pubbliche.
In questo quadro, l’amministrazione Fusco richiama la necessità di politiche nazionali di riequilibrio, investimenti aggiuntivi, sostegno alle amministrazioni locali e strumenti finanziari capaci di tenere conto delle differenti condizioni territoriali.
La preoccupazione espressa dalla Giunta riguarda anche gli effetti indiretti che un diverso assetto delle competenze potrebbe produrre sulla distribuzione del personale sanitario, scolastico e amministrativo. La capacità delle Regioni economicamente più forti di attrarre professionisti e risorse, si legge nella sostanza del documento, deve essere valutata insieme alle conseguenze che tali dinamiche potrebbero avere sui territori maggiormente esposti a difficoltà strutturali.
Non si tratta di considerare questi effetti come inevitabili, ma di chiedere che siano preventivamente analizzati, misurati e affrontati con garanzie concrete.
Tra i riferimenti fondamentali della deliberazione figura la sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale, intervenuta sulla legge 26 giugno 2024, n. 86, relativa all’attuazione dell’autonomia differenziata.
Il richiamo alla pronuncia è centrale nell’argomentazione dell’amministrazione comunale. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di diverse disposizioni della legge e ha chiarito che l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia non può tradursi nel trasferimento generalizzato e automatico di intere materie, dovendo invece riguardare specifiche funzioni, sulla base di valutazioni coerenti con il principio di sussidiarietà e con i principi costituzionali.
La deliberazione richiama inoltre la centralità dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, il ruolo del Parlamento e la necessità di preservare la solidarietà tra territori.
Da qui la richiesta che ogni ulteriore passaggio del procedimento sia condotto nel rigoroso rispetto della Costituzione e della giurisprudenza costituzionale, con una valutazione puntuale delle singole funzioni da trasferire e delle effettive necessità delle Regioni interessate.
Il Comune chiede, in sostanza, che la discussione non si esaurisca nella definizione di nuove competenze, ma comprenda anche la verifica delle risorse disponibili, degli effetti sui servizi e delle conseguenze per l’equilibrio complessivo del sistema nazionale.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda gli sviluppi più recenti del percorso di autonomia differenziata.
La deliberazione fa riferimento all’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, delle intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
Su questo passaggio, la Giunta di Castelpoto chiede che siano resi pubblici i testi delle intese, le relazioni tecniche, le valutazioni d’impatto e la documentazione finanziaria necessaria a comprenderne le conseguenze.
L’obiettivo è consentire una valutazione approfondita degli effetti attesi sull’organizzazione e sul finanziamento dei servizi pubblici, sulla disponibilità di personale qualificato e sulla distribuzione delle risorse tra le diverse aree del Paese.
La trasparenza viene indicata come una condizione essenziale per permettere al Parlamento, alle autonomie territoriali e all’opinione pubblica di conoscere le implicazioni delle scelte in discussione.
Tra le richieste rivolte al Governo e al Parlamento figurano la verifica della compatibilità costituzionale delle singole funzioni da trasferire, la determinazione e l’effettiva garanzia finanziaria dei livelli essenziali delle prestazioni, l’individuazione dei fabbisogni standard e il mantenimento di adeguati strumenti di perequazione finanziaria e infrastrutturale.
La Giunta sollecita inoltre valutazioni sugli effetti che le intese potrebbero avere sulla disponibilità di medici, infermieri, insegnanti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, oltre che sulle risorse destinate alle politiche di coesione.
A queste misure si aggiunge la richiesta di prevedere strumenti trasparenti di monitoraggio periodico e di correzione di eventuali effetti negativi sui diritti dei cittadini e sugli equilibri territoriali.
Il cuore politico della deliberazione è il sostegno all’iniziativa istituzionale promossa dalle Regioni Campania e Puglia in materia, con riferimento al confronto dinanzi alla Corte costituzionale.
Castelpoto dichiara di condividere l’esigenza di tutelare l’unità e l’indivisibilità della Repubblica, la solidarietà nazionale e l’uguaglianza sostanziale dei cittadini, chiedendo che le scelte sull’assetto delle competenze regionali non determinino un arretramento delle garanzie costituzionali.
Il documento invita inoltre le Regioni del Mezzogiorno a promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, le iniziative consentite dall’ordinamento a tutela delle proprie prerogative, dei diritti dei cittadini e dell’equilibrio finanziario e sociale tra territori.
Viene anche sollecitato un coordinamento delle eventuali iniziative istituzionali e giudiziarie, compresa la valutazione di ricorsi alla Corte costituzionale laddove ne ricorrano i presupposti giuridici, nel rispetto delle procedure previste e dell’autonomia di ciascuna Regione.
Si tratta di un invito al coordinamento, non dell’affermazione che ogni Regione sia automaticamente legittimata a promuovere qualsiasi impugnazione: la stessa deliberazione richiama espressamente la necessità di rispettare i requisiti previsti dall’ordinamento.
La posizione del Comune si inserisce così in un’iniziativa più ampia, che punta a coinvolgere le istituzioni locali meridionali nel confronto su una riforma destinata a incidere sull’organizzazione dei poteri pubblici e sulla distribuzione delle responsabilità tra Stato e Regioni.
La presa di posizione non si limita alla critica dei possibili rischi dell’autonomia differenziata. La deliberazione sostiene anche la necessità di un programma nazionale di riequilibrio territoriale, individuando una serie di interventi ritenuti prioritari per ridurre le disuguaglianze.
Tra gli obiettivi indicati figurano il miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari e socioassistenziali, il rafforzamento della medicina territoriale e una maggiore disponibilità di personale sanitario nelle aree meno servite.
Sul fronte dell’istruzione, il documento richiama la necessità di garantire pari opportunità educative e formative, contrastare la dispersione scolastica e sostenere università e ricerca.
Altrettanto rilevanti sono le richieste relative ai collegamenti ferroviari e stradali, alla mobilità tra le aree interne e i poli urbani, al potenziamento delle infrastrutture idriche, digitali, energetiche e ambientali.
La Giunta indica inoltre il sostegno all’occupazione, all’imprenditoria, all’agricoltura, al turismo e alle filiere produttive locali come strumenti fondamentali per creare opportunità economiche e favorire la permanenza dei giovani e dei professionisti nei territori d’origine.
Un capitolo specifico riguarda il rafforzamento della capacità amministrativa e tecnica dei piccoli Comuni, anche attraverso forme di cooperazione intercomunale. Un aspetto particolarmente importante per gli enti locali che devono rispondere a una crescente complessità amministrativa pur disponendo spesso di risorse umane limitate.
La richiesta complessiva è quella di affiancare a qualsiasi processo di riforma istituzionale una politica nazionale capace di ridurre i divari, sostenere i territori più fragili e garantire livelli adeguati di servizi pubblici.
La deliberazione aderisce formalmente anche all’iniziativa promossa dalla Rete Civica Meridionale, che ha trasmesso al Comune una proposta di atto di indirizzo e che punta a favorire il confronto tra le comunità locali del Mezzogiorno e a raccogliere le posizioni espresse dai singoli enti.
La proposta è quella di costruire un orientamento condiviso sui temi della tutela dei diritti costituzionali, della riduzione dei divari territoriali e della coesione nazionale, lasciando a ciascun Comune la propria autonomia deliberativa e istituzionale.
A questo scopo, Castelpoto invita gli altri Comuni meridionali a valutare l’adozione di analoghi atti di indirizzo e demanda alla Rete Civica Meridionale la raccolta delle deliberazioni approvate e la predisposizione di un documento riepilogativo da trasmettere alle istituzioni nazionali e regionali competenti.
È un passaggio che mira a trasformare le singole prese di posizione locali in un contributo coordinato al dibattito nazionale, dando voce anche alle amministrazioni dei centri più piccoli, spesso direttamente esposte alle conseguenze delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi.
Con questa deliberazione, Castelpoto porta la questione dell’autonomia differenziata dentro il dibattito delle amministrazioni locali del Sannio, collegandola direttamente alle prospettive dei piccoli Comuni e alla necessità di garantire servizi adeguati anche nelle aree meno densamente popolate.
Il messaggio politico che emerge dal provvedimento è che l’autonomia regionale, pur essendo prevista dalla Costituzione, non può essere valutata soltanto in termini di attribuzione di nuove competenze. Deve essere accompagnata da garanzie finanziarie, meccanismi di perequazione, trasparenza e controlli capaci di assicurare che i diritti dei cittadini non siano condizionati dalla ricchezza della Regione in cui vivono.
Per il Mezzogiorno, e in particolare per le aree interne, il tema riguarda la possibilità di mantenere presidi sanitari e scolastici, migliorare i collegamenti, sostenere le famiglie e le persone anziane, offrire prospettive ai giovani e contrastare il progressivo impoverimento demografico ed economico.
La scelta della Giunta Fusco è dunque quella di sostenere un confronto istituzionale nel quale il principio di autonomia venga considerato insieme a quello di solidarietà nazionale, chiedendo che nessuna riforma indebolisca gli strumenti necessari a garantire diritti e opportunità su tutto il territorio italiano.
La sfida, adesso, sarà tradurre le dichiarazioni di principio in garanzie verificabili e politiche concrete. Perché, nella prospettiva indicata dalla deliberazione, la coesione nazionale non è soltanto una questione di assetti istituzionali, ma una condizione essenziale affinché anche le comunità più piccole possano continuare a vivere, crescere e guardare al futuro.




