POLITICA
Perifano, dalle battaglie a Palazzo Mosti alla possibile candidatura in Parlamento: il rebus delle firme e le mosse dei socialisti
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Solo qualche settimana fa, su queste pagine, avevamo ipotizzato che la nuova legge elettorale, allora ancora in discussione, potesse spingere i partiti “cespuglio” a unirsi in un listone per aggirare il muro delle firme necessarie alla presentazione delle liste nella metà dei collegi previsti per le prossime elezioni politiche. Oltre 400 mila firme da raccogliere per quei partiti senza rappresentanza nell’attuale Parlamento. Roba da far tremare i polsi. Proprio come sono tremati anche a quelli dei protagonisti del nostro titolo di allora (Mastella, Del Basso De Caro, Perifano e Megna) che si videro da noi “forzatamente” riuniti nel rassemblement di centrosinistra.
In verità, erano stati dapprima Matteo Renzi e poi il segretario del Partito Socialista, Enzo Maraio, a prospettare la soluzione che avevamo raccontato per aggirare la norma voluta dalla coalizione di governo.
I giorni sono trascorsi, la nuova legge elettorale ha superato anche lo scoglio della Camera dei deputati, ma la norma anti-cespugli è rimasta intatta. A cambiare, però, è lo spirito con cui si cerca di aggirarla. Al momento, infatti, l’obiettivo non sembra essere più tanto l’unificazione dei piccoli partiti. Del resto, sin dall’inizio. Sia in ambito locale ma anche sul piano nazionale, è apparso arduo far convivere personalismi troppo spiccati, poco propensi a fare un passo di lato e, di conseguenza, a rinunciare a una parte della propria autonomia.
Ecco allora che il solito cavillo all’italiana starebbe offrendo, a chi saprà muoversi con astuzia e sufficiente rapidità, la possibilità di superare lo scoglio delle firme necessarie per la presentazione delle liste, facendo approdare entro la fine del mese un deputato al gruppo Misto della Camera, con la dichiarazione di rappresentare una “componente politica” esterna agli schieramenti parlamentari attuali.
Così Alessandro Onorato, animatore di Progetto Civico, si sarebbe inizialmente scontrato con la porta chiusa del Centro Democratico dell’inossidabile Bruno Tabacci. Il simbolo del partito, utile nell’operazione per evitare la raccolta delle firme, era già stato promesso a Più Uno, il neonato partito dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, al quale si è aggiunto anche l’ex capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli. L’assessore ai Grandi Eventi di Roma si è quindi rivolto direttamente al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle, chiedendo che gli “prestassero” qualche deputato per superare l’ostacolo delle sottoscrizioni.
Una richiesta analoga sarebbe stata avanzata, nel frattempo, anche da Maraio per il suo Partito Socialista. A quel punto, secondo le ricostruzioni circolate, Giuseppe Conte avrebbe individuato una possibile soluzione, anche in una prospettiva di appoggi elettorali in vista di eventuali primarie contro Elly Schlein. Il deputato pentastellato Luigi Nave è già approdato al gruppo Misto, dove dovrà dichiarare di rappresentare proprio la ‘componente politica’ riconducibile a Progetto Civico e al Partito Socialista. Un passaggio che, qualora confermato e in presenza dei necessari requisiti, potrebbe consentire alle due forze politiche di affrontare più serenamente e con meno fatica lo scoglio delle sottoscrizioni.
Ed è proprio qui che la vicenda nazionale potrebbe incrociare gli equilibri politici sanniti. Tra le possibili ricadute dell’operazione, infatti, potrebbe esserci anche una candidatura in Parlamento di Luigi Diego Perifano, che gode di ampio credito in seno ai socialisti, ai quali è approdato un annetto fa. O, per meglio dire, è tornato, considerata la sua antica militanza nel partito del garofano.
Perifano arriva da una stagione politica contraddistinta dalla guida dell’opposizione consiliare al Comune di Benevento. Un impegno portato avanti con spirito di sacrificio e abnegazione, spesso senza il necessario sostegno dei partiti locali, dovendosi affidare esclusivamente ai colleghi di banco di Palazzo Mosti.
Una circostanza politica che non sembra aver attenuato la sua contrapposizione all’amministrazione guidata da Clemente Mastella. Ancora oggi, con un lungo e articolato post su Facebook, il leader di Alternativa per Benevento è tornato a chiedere le dimissioni del sindaco e della sua maggioranza.
“Continuare a far finta di niente non serve. La distanza tra il palazzo e il sentimento comune della cittadinanza in questo momento è incolmabile. Bisognerebbe prenderne tutti atto, con un sussulto di dignità e consapevolezza. Rimettere ai beneventani la scelta di chi debba governarli nei prossimi anni è la cosa più giusta da fare. Staccare la spina è doveroso”, ha chiosato l’avvocato beneventano.
Una presa di posizione che conferma la distanza politica da Mastella, ma che riporta anche al centro il ruolo di Perifano nel centrosinistra cittadino. Dopo due candidature a sindaco, nel 1996 e nel 2021, appare difficile immaginare e anche ovvio che l’avvocato beneventano voglia sottoporsi a un terzo tentativo. Ed è proprio per questo che la sinistra sannita dovrebbe avviare per tempo una riflessione unitaria, capace di individuare un nome nuovo e competitivo per la prossima sfida a Palazzo Mosti.
Diverso è il discorso per le elezioni politiche. Il nome del legale di via Raguzzini potrebbe tornare utile al Partito Socialista nella partita per una candidatura parlamentare. Per ora si tratta di uno scenario da verificare, ma non di un’ipotesi priva di fondamento politico, considerati il percorso di Perifano e i suoi rapporti con i socialisti. Resta da capire se l’eventuale spazio elettorale possa aprirsi alla Camera o al Senato e quali saranno le scelte degli organismi di partito e dello stesso interessato.


