CULTURA
“Ho ballato nella neve”: la nuova silloge poetica del sannita Osvaldo Romano
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È disponibile in libreria e negli store online “Ho ballato nella neve”, la nuova raccolta poetica di Osvaldo Romano, edita da Albatros il filo. Entrare nelle pagine di “Ho ballato nella neve” significa accettare un invito a compiere un viaggio senza schermi protettivi nell’animo umano. Quella di Osvaldo Romano è una poesia di carne e di spirito, dominata da una costante tensione tra gli opposti, in cui l’intensità delle passioni si scontra e si fonde con la durezza della realtà.
La raccolta si sviluppa come un percorso emotivo ed esistenziale denso di sfumature, toccando con profonda autenticità i cardini della condizione umana ed è scandita da un continuo contrasto cromatico, sensoriale e concettuale. Il fuoco della passione si contrappone all’acqua che purifica o travolge; il rosso della vita, del sangue e dell’amore bruciante sfreccia contro il bianco del silenzio, della memoria e della morte.
I versi di Romano danno voce a sentimenti viscerali. Non c’è spazio per sentimentalismi di maniera: l’amore è descritto nella sua totalità, fatto di estasi ma anche di dolore, impeto e bruciante frustrazione.
La poesia non si rifugia nell’astrazione, ma affronta la cruda verità del vivere, la vulnerabilità del corpo e il travaglio dello spirito, cercando una sintesi tra il desiderio di trascendenza e il peso della quotidianità. Sul piano stilistico, l’autore sceglie una fluidità immediata, caratterizzata da un ritmo a tratti sincopato e incalzante, capace di alternare con disinvoltura la delicatezza intima di un sospiro alla forza dirompente di un urlo primordiale. Non c’è spazio per l’artificio retorico fine a se stesso: ogni parola è “vergata a mano”, colorata di amore e di rabbia, scelta per la sua capacità di colpire direttamente al cuore del lettore.
La raccolta è pervasa da un uso sapiente e istintivo delle figure retoriche, che amplificano l’eco emotivo dei testi. Osvaldo Romano predilige l’antitesi e il contrasto cromatico e sensoriale: il fuoco e l’acqua, il rosso della vita e il bianco della morte si rincorrono continuamente lungo l’intera opera. Osvaldo Romano propone un’esplorazione poetica autentica e viscerale, confermandosi una voce capace di tradurre le oscillazioni emotive dell’esistenza in versi di forte impatto estetico e sensoriale.




