CULTURA
Benevento Social Film Festival, “Confianza”: quando il cinema diventa un linguaggio universale di inclusione
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L’inclusione non è soltanto un principio da raccontare, ma un’esperienza da vivere, costruire e condividere. È questo il messaggio emerso dalla proiezione in anteprima di “Confianza”, il docuspot diretto da Pierluigi Porta, presentato oggi al Teatro Comunale Vittorio Emanuele di Benevento nell’ambito della XVIII edizione del Benevento Social Film Festival ArTelesia.
A introdurre la proiezione è stato Antonio Di Fede, direttore artistico del Festival, che ha presentato il progetto sottolineando il valore del cinema sociale come strumento capace di raccontare esperienze di inclusione e dare visibilità a percorsi nei quali l’arte diventa occasione di incontro e crescita.
Il lavoro, prodotto da Teatro Para Todos, Associazione Culturale Libero Teatro, Sinergie e Barrio de Oportunidades, nasce nell’ambito del progetto internazionale OPENSTAGE(S) – Stage(s) for Inclusion, un percorso che mette al centro le arti performative come strumenti di incontro, espressione e partecipazione.
Ma ciò che ha assunto particolare significato nel corso dell’esperienza è stato il rapporto umano sviluppatosi tra i giovani protagonisti. Ragazzi e ragazze con storie, sensibilità e percorsi differenti hanno saputo costruire una sintonia profonda e spontanea, scoprendo nella collaborazione, nell’ascolto e nella fiducia reciproca un terreno comune capace di superare le differenze.
È proprio questa dimensione relazionale a rappresentare uno degli aspetti più significativi del progetto: la capacità dei giovani di riconoscersi negli altri, di creare legami autentici e di trasformare un’esperienza artistica in un’occasione di crescita personale e collettiva.
«La cosa più bella che abbiamo visto nascere durante questo percorso è stata la sintonia tra i ragazzi e le ragazze – dichiara Pierluigi Porta, regista del docuspot –. All’inizio ciascuno portava con sé il proprio mondo, le proprie esperienze e il proprio modo di comunicare. Poi, attraverso il lavoro condiviso, abbiamo assistito alla nascita di una fiducia reciproca davvero sorprendente. Si sono cercati, ascoltati, sostenuti. “Confianza” racconta proprio questo: la possibilità di incontrarsi veramente, anche quando si parte da realtà differenti. Il cinema ci ha permesso di restituire la bellezza di questi legami, che rappresentano forse il risultato più importante dell’intero progetto».




