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POLITICA

Elezioni nel Sannio, Palumbo: ‘Dove il Pd ha scelto l’isolamento il risultato è stato fallimentare. Si abbandonino i personalismi’

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“Le elezioni comunali appena concluse consegnano un quadro politico chiaro: dove si è costruito con coerenza il “campo largo” di centro-sinistra, i risultati sono stati incoraggianti; dove invece il PD ha scelto l’isolamento o si è ridotto a mera presenza testimoniale, è emersa con forza la crisi di una classe dirigente incapace di leggere la fase politica e i bisogni reali dei territori”. A scriverlo in una nota è l’avvocato Italo Palumbo, referente dell’Area dem ‘Progressisti e Riformisti’.

“L’esperienza dei comuni guidati da esponenti delle forze politiche del campo largo, dimostra che, quando si mette al centro il progetto e non i personalismi, il centro-sinistra è competitivo e può vincere. Laddove si è riusciti a costruire alleanze credibili, aperte alle energie civiche, alle forze progressiste, ambientaliste e riformiste, i cittadini hanno premiato la credibilità e la capacità di governo. La capacità di dialogo e la costruzione di un fronte largo di centro-sinistra rappresentano un modello da cui partire.

Dove il PD si è presentato, di fatto, come forza di mera testimonianza il segnale è stato fallimentare. Un gruppo dirigente responsabile dovrebbe trarne le conseguenze. L’isolamento politico, l’incapacità di costruire alleanze, la chiusura in logiche interne autoreferenziali hanno prodotto un esito che indebolisce non solo il PD, ma l’intero campo progressista. In un comune dove sarebbe stato possibile lavorare a una coalizione competitiva, si è preferito difendere piccoli equilibri di corrente piuttosto che un progetto politico collettivo.

Se il PD continua a concepire la propria presenza come semplice bandierina da piantare, senza una strategia, senza un lavoro di radicamento e senza uno sforzo vero per unire il centro-sinistra, sarà condannato all’irrilevanza. A Sant’Agata de’ Goti, comune su cui il PD ha investito tutto, concentrando energie politiche, simboliche e organizzativedove il partito puntava a mostrare la propria forza, il risultato è stato negativo. Il fallimento di Sant’Agata de’ Goti non è un semplice dato elettorale: rappresenta il segno tangibile dell’isolamento del PD sannita.

Non si può ignorare che, a fronte di un impegno massimo, la risposta degli elettori non ha premiato un PD che pur di tentare di vincere ha accolto nel proprio schieramento significative presenze di destra. Le candidature non sono state percepite come credibili, e il progetto non ha convinto gli elettori. Un partito che investe tutto su un Comune simbolo e fallisce, ha un problemache non è solo locale, ma strutturale: riguarda la linea politica, i metodi di selezione della classe dirigente, la capacità di ascolto dei territori. Continuare a far finta di nulla, attribuendo le responsabilità a fattori esterni o a “congiure”, significherebbe solo aggravare una crisi già profonda.

Di fronte a questo scenario, non bastano analisi di rito o autocritiche di facciata. In queste ore, ci sono iscritti al PD che mettono in discussione la loro stessa militanza, come già è avvenuto nei mesi scorsi. È il momento – continua Palumbo – di rimboccarsi le maniche e di dare vita, sul serio, a quel campo largo di cui si parla da anni ma che troppo spesso è stato sabotato da logiche personalistiche interne al PD. Il Pd regionale e Nazionale non può restare silente. Se il partito continua a essere prigioniero di piccole leadership che difendono il proprio spazio invece di costruire un progetto comune, non potrà mai guidare i processi politici nel Sannio. Il campo largo non è una formula astratta: significa aprirsi alle altre forze del centro-sinistra, alle liste civiche progressiste, al mondo del lavoro, dell’associazionismo, della cultura, senza pretendere primogeniture ma mettendo al centro un programma condiviso.

La lezione che viene da queste elezioni è chiara: i cittadini premiano chi offre una visione, una squadra credibile e un’alleanza inclusiva. Puniscono, invece, chi si chiude, chi divide, chi usa il simbolo come scudo identitario invece che come strumento di cambiamento. Le elezioni comunali appena concluse non sono solo una fotografia del presente, ma un bivio per il futuro: o il PD sceglie di cambiare davvero, abbandonando l’isolamento e i personalismi, oppure il centro-sinistra per le prossime scadenze elettorali dovrà trovare nuove forme di organizzazione e di alleanza per non consegnare definitivamente il Sannio alla destra”, conclude Palumbo.

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