Comune di Benevento
Il “mangiaplastica” cambierà quartiere: da Pantano a Capodimonte per essere più vicino ai cittadini
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Il “mangiaplastica” trasloca e punta su una posizione più centrale della città. A Benevento uno degli eco-compattatori destinati alla raccolta delle bottiglie in PET non sarà più collocato nell’area inizialmente prevista in contrada Pantano, ma nel quartiere Capodimonte, lungo via Nicola Ciletti, nei pressi della Casa dell’Acqua e di fronte alla Chiesa San Giuseppe Moscati.
La decisione arriva con la determinazione dirigenziale del Servizio Verde Pubblico del 20 febbraio 2026, che modifica la precedente scelta sul sito di installazione del macchinario finanziato dal Ministero nell’ambito del programma nazionale “Mangiaplastica”. L’obiettivo è uno: rendere il dispositivo più accessibile e incentivare concretamente la raccolta differenziata tra i residenti.
In origine l’eco-compattatore — dal valore complessivo di quasi 30mila euro, finanziato con fondi statali — era stato previsto a Largo Gino Panza, accanto all’ingresso della pista ciclo-pedonale di Pantano. Una collocazione che, nel corso delle valutazioni successive, è stata ritenuta meno funzionale rispetto alle esigenze di utilizzo da parte della cittadinanza.
Da qui la scelta di spostarlo nel rione Capodimonte, in un punto considerato più strategico: un’arteria urbana facilmente raggiungibile, dotata di area di sosta e già frequentata dai cittadini anche per la presenza della Casa dell’Acqua. Un contesto che, nelle intenzioni di Palazzo Mosti, dovrebbe favorire un utilizzo più costante del macchinario e rafforzare le pratiche di riciclo.
L’eco-compattatore — capace di riconoscere e comprimere selettivamente le bottiglie in plastica — rientra nelle iniziative promosse a livello nazionale per ridurre il conferimento dei rifiuti in discarica e migliorare la qualità della raccolta differenziata, in collaborazione con la società pubblica che gestisce il servizio di igiene urbana in città.
Con lo spostamento verso Capodimonte, l’amministrazione punta dunque a dare maggiore visibilità al progetto e a intercettare un bacino più ampio di utenti. In altre parole, far sì che il “mangiaplastica” non sia soltanto un simbolo di sostenibilità, ma uno strumento davvero utilizzato dai cittadini nella quotidianità.



