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POLITICA

Il confronto Cirielli-Fico su Sky infiamma la corsa alla Regione: focus su sanità, autonomia differenziata e criminalità. I momenti clou del duello

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E’ andato in scena questa mattina sul canale satellitare Sky News l’atteso faccia a faccia tra ai due principali candidati alla presidenza del Consiglio regionale della Campania: Edmondo Cirielli e Roberto Fico (in rigoroso ordine alfabetico). Il confronto è stato il primo e con buone probabilità resterà anche ultimo e unico di questa campagna elettorale che si avvia alla sua conclusione. Proprio in ragione di ciò, chi lo ha visto in diretta e chi lo vedrà in differita, potrà farsi una propria idea su vincitore e vinto.

Proveremo a sintetizzare le questioni messe in risalto dalla giornalista di Sky, Giovanna Pancheri, con le sue 10 domande identiche ai due, con il quesito incrociato posto reciprocamente dai due candidati, per finire con l’appello al voto dei due. Ogni candidato ha goduto di 90 secondi per dare la sua risposta con quattro diritti di replica da 30 secondi.

La prima tematica è stata la sanità. La prima risposta è toccata a Cirielli secondo estrazione con alternanza nel corso del duello. La tematica affrontata ha acceso subito il confronto. Il leader del centrodestra ha denunciato” dieci anni in cui la situazione è precipitata: liste di attesa infinite, ambulanze dimezzate, pronto soccorso devastati”, aggiungendo che” la Campania ha la più alta mortalità per infarto, ictus e grandi traumi”. La sua ricetta punta su assunzioni, revisione del piano ospedaliero e uso più incisivo del privato convenzionato. Il capo della coalizione di centrosinistra ha ribaltato l’impostazione:” Il tassello che manca è il territorio. Dobbiamo fare telemedicina, medicina di prossimità: la sanità deve venire in casa tua”. Con l’obiettivo di” decongestionare gli ospedali e restituire loro il ruolo di centri di cura per gli acuti”, ha insistito su case di comunità, ospedali di comunità e interventi su autismo, disabilità e salute mentale.

Sul fine vita, i toni si sono fatti meno conflittuali. Fico ha definito la materia” un diritto fondamentale, un punto di civiltà da affrontare senza ideologismi”. Cirielli, pur dichiarandosi” cattolico e in difficoltà personale sul tema”, ha riconosciuto che” siamo in uno Stato laico e lo Stato deve sostenere famiglie e pazienti, distinguendo chiaramente tra cure necessarie e accanimento terapeutico”.

Il nodo lavoro è stato tra i più duri. Il viceministro degli esteri ha affermato che “la Campania ha l’indice di disoccupazione peggiore d’Europa” e che “oltre 200 mila giovani sono stati costretti ad andare via”. Per lui la priorità è un assessorato “Next Generation” che offra “reddito per formarsi, non per oziare”. L’ex presidente della Camera ha respinto la narrazione: “I giovani campani non oziano, sono straordinari”. Ha indicato la strada di “impresa, innovazione, rigenerazione urbana e lavori di qualità”, citando l’esempio di San Giovanni a Teduccio dove “università, ricerca e impresa hanno creato occupazione vera”.

Il confronto si è poi infiammato sull’autonomia differenziata. Fico ha parlato di “un progetto scellerato che ammazza la nostra Repubblica e mette una croce definitiva sul Sud”, sostenendo che essa creerebbe cittadini di serie A e serie B”. Cirielli ha replicato che “la narrativa è falsa”, ricordando che l’autonomia” è prevista dalla Costituzione riformata dal centrosinistra”. Secondo il candidato del centrodestra, l’attuale Governo ha introdotto la garanzia dei LEP: “Non si può dare una delega se prima non vengono fotografati i bisogni del Sud e trovate le risorse per colmarli”. Fico ha insistito sull’incoerenza: “Appoggia l’autonomia ma non la vuole in Campania: è una trappola che aumenta le disuguaglianze”.

Sul disagio giovanile e la criminalità, il candidato salernitano ha invocato “il modello Caivano”, fatto di infrastrutture sportive, sostegno alle scuole e formazione professionale:” I giovani vanno puniti se sbagliano, ma soprattutto guidati verso percorsi migliori” ha sottolineato il viceministro degli esteri. Il candidato napoletano ha contestato l’idea stessa di modello: “La sicurezza è insieme presidio dello Stato e investimento culturale. Dobbiamo rafforzare assistenti sociali, psicologi, scuola a tempo pieno e associazionismo sportivo”.

Il tema ambientale ha visto un nuovo scontro frontale. Fico ha rivendicato che “le bonifiche stanno restituendo un mare pulito a Castellammare” e che la Regione sta seguendo la strada dell’economia circolare, raccolta differenziata e rifiuti come materie prime. Cirielli ha contestato ogni risultato: “L’80% delle ecoballe è ancora lì. Paghiamo le tasse dei rifiuti più alte e le città restano sporche”.

Sul termovalorizzatore di Acerra, il pentastellato ha spiegato il percorso: “Se aumentiamo la differenziata, riduciamo progressivamente ciò che va ad Acerra”. L’esponente di Fratelli d’Italia ha convenuto che oggi “è indispensabile, ma va monitorato e poi superato quando il ciclo dei rifiuti sarà completo”.

Su abusivismo edilizio e il rischio Vesuvio e Campi Flegrei, Cirielli ha parlato della necessità di “riaprire i termini del condono del 2003, un atto di giustizia verso i campani”. Fico ha respinto duramente:” Una presa in giro. A una settimana dal voto tirano fuori un condono mai proposto in tre anni”.

Entrambi hanno mostrato fermezza contro la Camorra. L’ex generale dei Carabinieri ha annunciato” un pool anticamorra sugli appalti e sul loro controllo”. Fico ha promesso “una Regione casa di vetro, con protocolli anticorruzione e una pubblica amministrazione forte e trasparente”.

Nella domanda incrociata finale, la guida del centrodestra ha ribadito:” Non consentirò che al Sud venga tolto un euro”. Il leader del ‘campo largo ha difeso le sue liste: “Abbiamo otto liste controllate una per una, con un codice etico e un progetto politico nuovo”.

Infine nel loro appello al voto hanno scelto toni opposti. Cirielli ha invitato al voto disgiunto:” Chi ha creato i problemi non può risolverli”. Fico ha scelto un messaggio civico: “Votate chi volete, ma andate a votare. Il voto è un diritto conquistato contro il fascismo: non sprechiamolo”.

In definitiva, a nostro giudizio non c’è stato alcun vincitore, anzi, a dirla tutta, ha sicuramente vinto l’aplomb mostrato dai due candidati che non sono mai scaduti in un dibattito urlato, né tantomeno in offese dirette o indirette. C’è stato un confronto a tratti anche acceso da posizioni politiche certamente contrapposte, in particolare su sanità e autonomia differenziata, ma che, in qualche raro caso, ha trovato anche convergenza di vedute (vedi per l’inceneritore di Acerra o la lotta alla Camorra).  Saranno, quindi, le urne del 23 e 24 novembre a decretare il vincitore e ad assegnare ai campani il nuovo governatore.

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